Monza, 31 dicembre 2017 - Un racconto del terrore riportato da sopravvissuti a quattro zampe. Non è una storia inventata quella scritta da Silvia Ruffinello e raccontata attraverso gli occhi dei suoi due beagle, Freedom e Lillo. Sfogliando le pagine di «Freedom, Lillo & Co. Green Hill: l’inizio della sua fine», il lettore si immerge nel dramma di chi ha trascorso una vita in laboratorio tra test, sperimentazioni, porte che sbattono, ululati e soprattutto dolore. Nella prima parte del volume seguendo «il racconto fatto dalla cagnolina» ci si ritrova all’interno di Green Hill di Montichiari in provincia di Brescia. Nei suoi laboratori venivano utilizzati cuccioli per testare cure sperimentali. 

"Nessun essere vivente dovrebbe patire tutto quel dolore. Nemmeno per tentare di salvare una vita “superiore”. Perché con la violenza non si salva nessuno. La mia mamma e il mio papà mi hanno salvato quel giorno a Green Hill. Ma io non dimentico. Non dimentico che prima di essere “Freedom” io mi chiamavo 4329423556 BS GH".  Questo uno dei passaggi in cui la cagnolina «ricorda» ciò che ha passato prima di porre uno dei quesiti attorno a cui tutt’oggi si dibatte: "Ci può essere scienza senza coscienza?". Solo dopo diversi capitoli il dramma riesce a lasciare spazio alla gioia e a una nuova vita per la cucciola fatta questa volta di amicizia, amore e la tanto attesa serenità. 

Freedom dopo essere stata liberata viene portata in canile. Un giorno accanto al suo recinto passa Silvia. La giovane non riesce a resistere a quegli occhioni tristi. In pochi attimi tra le due si stringe una forte amicizia. Non solo. Già perché dopo pochi mesi la scrittrice monzese adotta anche Lillo, beagle anch’egli, con alle spalle una vita trascorsa in laboratorio prima in Spagna e poi a Napoli. Su di lui venivano testati i vaccini per la leishmania. "Lillo – spiega Silvia – è il beagle poliglotta, nel libro parla spagnolo misto a francese e napoletano. L’ho visto sulla pagina della sezione Enpa Monza e Brianza ed è stato amore a prima vista. Adesso è un cane adorabile. C’è voluto tempo ma è cambiato enormemente. Queste due adozioni le considero come le scelte migliori della mia vita. Grazie a Freedom, Lillo è uscito dal suo passato. Non mi importa se è infetto, lo adoro e lo curo al meglio sperando stia con noi il più a lungo possibile. Viviamo condividendo le stanze con due mici salvati dalla strada: Daisy di 11 anni e Alvin di tre anni e mezzo. Sono fortunata".ù

L’opera della giovane non vuole offrire unicamente un momento di riflessione. Bensì aiutare i cuccioli abbandonati. Il ricavato delle vendite del volume sarà devoluto al gattile di Chieri in provincia di Torino gestito dalle volontarie della Lega Italiana dei Diritti dell’Animale. Gli appassionati di lettura potranno trovare le copie dell’opera all’interno del Salone Internazionale del Libro di Torino che si svolgerà a maggio.