Rho, 9 novembre 2016  - Un accusa di concorso in omicidio. E' questo che rischia Milos Stizanin, nomade serbo già condannato in primo e secondo grado a 2 anni e 6 mesi per favoreggiamento perché avrebbe aiutato Remi Nikolic, giovane rom che travolse e uccise a bordo di un suv il vigile urbano Niccolò Savarino a Milano, il 12 gennaio 2012. La Cassazione, infatti, ha disposto un processo d'appello 'bis' nel quale i giudici dovranno valutare la richiesta, tra l'altro già formulata nel primo appello, della Procura generale di Milano di trasmettere gli atti alla Procura ed indagare il giovane per concorso nell'uccisione dell'agente di polizia locale.

Già nel dicembre 2014, davanti alla Corte d'Appello di Milano, la Procura generale aveva chiesto ai giudici di annullare la sentenza di primo grado, di riqualificare il reato contestato da favoreggiamento in concorso in omicidio volontario e di trasmettere gli atti in Procura per nuove indagini. La Corte, però, aveva confermato la condanna di primo grado per Stizanin, difeso dall'avvocato David Russo, e aveva anche stabilito che l'imputato non doveva risarcire né il fratello della vittima né il Comune di Milano, parti civili.

La Cassazione (sesta sezione, presidente Domenico Carcano), nella sentenza depositata nei giorni scorsi, spiega che la Corte d'Appello ha "erroneamente" affermato "l'inammissibilità della richiesta formulata» dall'accusa in secondo grado «di rilevare il difetto di corrispondenza tra i fatti emersi nel corso del giudizio e quelli oggetto di contestazione". E lo ha fatto sull'inesatto "presupposto dell'assenza di qualunque potere" dei giudici d'appello a riqualificare il reato per nuove indagini, se manca il ricorso della Procura. Da qui la decisione della Suprema Corte di disporre un appello 'bis' che ora dovrà dare "risposta alla questione sollevata" dalla Procura generale. Stizanin è stato condannato per favoreggiamento nell'omicidio perché, dopo che il vigile era stato travolto dal suv guidato da Nikolic (il rom aveva 17 anni), avrebbe disincagliato la bicicletta di Savarino dall'auto e avrebbe aiutato il nomade a parcheggiare la macchina tra le altre in sosta per nasconderla. A Nikolic, nell'aprile del 2015, la Cassazione ha confermato la condanna a 9 anni e 8 mesi per omicidio.