Cernusco sul Naviglio, 6 dicembre 2016 -  Aveva 43 anni e viveva proprio a Cernusco sul Naviglio: si chiamava Gabriella Fabbiano la donna uccisa e avvolta in un telo di cellophane trovata lunedì pomeriggio 5 dicembre nel laghetto di una cava in via Adua. Nessuno aveva denunciato la sua scomparsa, un dettaglio compatibile con la data della morte secondo i primi accertamenti del medico legale: non più tardi di uno o due giorni prima. La donna era in pigiama e senza scarpe, le mani legate, il telo tenuto chiuso da filo e cinghie di una tapparella, infine tre blocchi di cemento avevano la funzione di affondare il cadavere e mantenerlo sott'acqua. Gli investigatori stanno valutando con interesse l'abbigliamento casalingo della vittima. Chi l'ha uccisa potrebbe averlo fatto in casa e soprattutto potrebbe aver conosciuto bene la donna. In attesa che l'autopsia disposta dal pm Francesco Cajani riveli le cause della morte, i carabinieri hanno iniziato a cercare risposte attorno alla vita relazionale della 43enne. Dai primi accertamenti, pare che la donna, con un matrimonio fallito alle spalle e anche due figli, avesse avuto nell'ultimo periodo relazioni con alcuni uomini. Sul cadavere non sono stati trovati segni evidenti di violenza collegabili al decesso e gli inquirenti hanno disposto anche gli accertamenti tossicologici.

L'inchiesta è condotta dai carabinieri e coordinata dai pm di Milano Francesco Cajani e Alberto Nobili. Da quanto si è saputo mercoledì mattina verrà eseguita l'autopsia per capire le cause della morte. Non è ancora chiaro se la donna, 43 anni, avesse un'occupazione stabile e quale fosse. Sono già state ascoltate numerose persone che abitano nel comune alle porte di Milano e che la conoscevano. Il telo usato per avvolgere il cadavere è simile a quelli utilizzati come coperture nelle bancarelle dei mercati, mentre i tre blocchi di cemento utilizzati per mandare a fondo il cadavere nel lago artificiale della cava sono simili a quelli usati nei lavori stradali. Il telo era tenuto chiuso con un filo di ferro. Nella zona della cava non ci sono telecamere di sorveglianza che hanno ripreso la scena. La cava riempita d'acqua è profonda 12 metri, ma chi ha gettato il corpo probabilmente non ha raggiunto il centro e così ieri il titolare dell'area ha visto spuntare dall'acqua uno strano involucro e ha dato l'allarme. Sul corpo è stato notato, al momento, solo un segno in testa che però potrebbe essere compatibile con la fase di occultamento del cadavere dentro la cava.