Lodi, 27 maggio 2017 - «Lei da qui deve andar via, trovi una soluzione con i suoi avvocati ma per noi è una paziente da dimettere». Al Sant’Andrea di Roma il “braccio di ferro“ continua: da una parte l’ex olimpionica Vincenza Sicari, costretta da tre anni a convivere con una malattia neuro-degenerativa, dall’altra la direzione sanitaria della struttura capitolina che ha esortato la 38enne ex atleta lodigiana a lasciare il posto per poi ricoverarsi in una struttura psichiatrica. Anche ieri a confortare la Sicari i legali Petrongolo, Rochira e Capuano che hanno incontrato i magistrati per risolvere la situazione dopo che nelle settimane scorse era già stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Nel frattempo il disperato appello di Vincenza lanciato dalle colonne del nostro giornale comincia a smuovere il mondo politico.

«Vogliono cacciare dall’ospedale Sant’Andrea Vincenza Sicari e non lo permetteremo - la dura presa di posizione di Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fdi -. Sono previste le dimissioni nel silenzio generale delle istituzioni e del Coni in particolare ma con la complicità della direzione del Sant’Andrea, del ministro Lorenzin e del presidente della Regione Lazio Zingaretti». Accuse feroci accompagnate da una richiesta di spiegazioni: «Vogliamo chiarezza e dignità per la Sicari, che combatte una battaglia impari contro una malattia della quale non si conosce nemmeno il nome, ma che ha intaccato da più di tre anni gli arti inferiori impedendole di continuare a correre e vivere la sua vita di atleta. Sconosciute le cause, sconosciuta la diagnosi e, per questo, ignote le cura. Restiamo basiti dall’assoluto silenzio del Coni e del suo presidente Malagò che sembra essersi dimenticato di un’atleta che ha orgogliosamente indossato i colori azzurri in tante occasione tra cui le Olimpiadi di Pechino...».