Casaletto Lodigiano, 18 marzo 2017 - La ricostruzione del ristoratore Mario Cattaneo continua a non convincere gli inquirenti. La versione dell’oste non collima con quella dei testimoni della vicenda accaduta nella notte tra il 9 e il 10 marzo, il figlio Gianluca e la moglie Fiorenza. Per la Procura di Lodi non è ancora chiaro il momento in cui è partito il colpo di fucile che ha colpito alle spalle, uccidendolo, uno dei ladri che aveva fatto irruzione nell’Osteria dei Amis di Gugnano, piccola frazione di Casaletto Lodigiano. Prima o dopo che uno dei malviventi avesse cercato di strappare il fucile dalle mani del ristoratore?

Finora è emerso che i ladri avevano bloccato la maniglia che porta dalla casa dei Cattaneo al cortiletto con una corda di nylon e avevano messo contro la porta un vecchio mobile che contiene la macchina per cucire, e dei cartoni per limitare la visuale. I carabinieri che hanno effettuato il sopralluogo hanno trovato uno dei cartoni trapassato da parte a parte con un buco molto piccolo, segno di un colpo ravvicinatissimo. La Procura di Lodi nominerà un consulente balistico per chiarire la traiettoria del proiettile che, secondo quanto riferito dal ristoratore, sarebbe partito mentre cadeva, quindi dal basso verso l’alto. Inoltre, Cattaneo perché ha avvertito i carabinieri del furto, ma non di avere sparato? Il fucile, infatti, è stato riposto e messo in sicurezza (quindi scaricato), prima di essere consegnato ai carabinieri dal figlio. «Durante il secondo interrogatorio (giovedì nella caserma dei carabinieri, ndr) – riferisce il suo difensore Vincenzo Stochino – Mario (al momento indagato per omicidio volontario, ndr) ha riferito al pm Laura Siani la sua versione, raccontando della colluttazione con uno dei ladri, di come il malvivente avesse cercato di strappargli il fucile e del colpo partito dalla sua doppietta da caccia Bernardelli in maniera del tutto accidentale e che credeva non avesse colpito nessuno».

Dalle parole ai fatti. Cattaneo, infatti, a un certo punto dell’interrogatorio, è stato portato dagli inquirenti sul luogo nel cortiletto dell’osteria, per ripetere sotto gli occhi del pm tutto quello che avrebbe fatto la notte della tragedia prima di uccidere Petru Ungureanu, il romeno di 32 anni. Un colpo alla schiena, all’altezza della scapola, che non ha lasciato scampo al ladro, trovato senza vita a un centinaio di metri di distanza, abbandonato dai complici. Non potranno essere d’aiuto per le indagini le tre telecamere dell’osteria, che sarebbero fuori uso. Gli inquirenti sono alla ricerca della banda di malviventi, complici di Ungureanu: nei mesi scorsi avrebbero messo a segno altri colpi nella zona (in tasca alla vittima è stato trovato un carica batterie rubato in una casa della vicina Bascapè), i quali potrebbero essere utili anche per ricostruire la vicenda di Cattaneo. Intanto, oggi alle 15 davanti all’Osteria dei Amis di via Lodi è atteso un grande corteo in sostegno dell’oste. Sono attesi alcuni sindaci del territorio e oltre 500 cittadini che hanno sottoscritto le petizioni a sostegno di Cattaneo. «La vicinanza ci aiuta molto in questo momento - spiega il figlio del ristoratore, Gianluca, 42 anni -. La gente ci sta vicino e ci stia vicino. Non ci sentiamo soli».