Lodi, 24 dicembre 2017 - Pronti a chiedere la sospensione della delibera regionale. Sono 23 i sindaci del Lodigiano, insieme a una quarantina della provincia di Pavia, che si presenteranno il 12 gennaio davanti al Tar per chiedere di fermare la delibera della Giunta Maroni, approvata l’11 settembre scorso, che ha alzato di 200 volte i limiti degli idrocarburi presenti nei fanghi utilizzati in agricoltura. Per i concimi, prodotti dai depuratori fognari, che finiscono subito nei campi coltivati, dove crescono cereali e verdure che finiscono sulle nostre tavole, il valore soglia è passato infatti da 50 milligrammi per chilo (decisi da una sentenza della Corte di Cassazione del gennaio 2017) a 10.000. "Un fatto gravissimo", secondo i sindaci, perché per legge se si superano i 500 milligrammi la destinazione deve essere una discarica di rifiuti tossici.

La novità è una beffa soprattutto per la Provincia di Lodi che, dopo lo scandalo Cre spa, finita nel mirino della Procura di Milano a luglio 2016 per spandimento illecito di fanghi agricoli, che ha concluso pochi mesi fa la vicenda giudiziaria con una raffica di patteggiamenti e con la confisca di 3 milioni di euro, era stato il primo ente a imporre un limite stringente sulla quantità di idrocarburi nei fanghi.

A preoccupare Palazzo San Cristoforo anche la possibilità che una novità del genere possa permettere la riapertura degli impianti della Cre di Meleti e Maccastorna, autorizzando anche lo smaltimento di tutti quei fanghi che erano rimasti stoccati dal momento del sequestro. L’istanza per chiedere la sospensione della delibera regionale ha come promotore lodigiano il Comune di Lodi Vecchio, che ha raccolto le adesioni di Bertonico, Brembio, Camairago, Casaletto, Castelnuovo, Castiraga Vidardo, Cavacurta, Cervignano, Cornegliano Laudense, Corno Giovine, Crespiatica, Fombio, Graffignana, Casalpusterlengo, Merlino, Orio Litta, Ossago, Pieve, San Martino in Strada, Somaglia, Tavazzano, San Rocco al Porto e Livraga. "Questa delibera è davvero un rischio per il nostro territorio - dice il sindaco di Lodi Vecchio, Alberto Vitale -. Riteniamo la scelta della Regione un attacco frontale all’ambiente, all’agricoltura e alla salute dei cittadini. I sindaci hanno il dovere di tutelare il territorio: ci batteremo in tutte le sedi per poter fermare questa deliberazione che avrebbe conseguenze pesanti per tutti".