Codogno, 13 febbraio 2018 - I posti letto di cardiologia non ci sono più. Tolti. Dal 1 febbraio scorso, infatti, le sei postazioni riservate ai pazienti in degenza ordinaria post acuta che, da alcuni anni, erano state trasferite all’interno del reparto di Medicina sono sparite dalla mappa dell’ospedale di Codogno. Di fatto vengono inglobate da Medicina che li utilizza per i ricoveri di propria competenza e che dunque li prende definitivamente in carico. Rimangono attivi gli ambulatori cardiologici e due posti letto in rianimazione per i pazienti acuti. L’unificazione tra cardiologia (che di fatto fu chiusa) e medicina fu sancita praticamente all’inizio del mese di novembre del 2014 quando la direzione generale decise di unire gli spazi.

L’allora Azienda Ospedaliera motivò la decisione «nell’ambito dell’ottica aziendale di creare aree assistenziali con modalità di intensità di cure e di ottimizzare le risorse», definendo «una equipe di assistenza unica nel rispetto delle specifiche competenze». La convivenza è durata meno di quattro anni. Sulla cancellazione dei posti di cardiologia di questi giorni, per l’Asst di Lodi di fatto si tratta di un percorso lineare frutto della programmazione messa nero su bianco all’interno del Poas (piano di organizzazione aziendale strategico) dell’anno scorso quando, alla voce cardiologia a bassa intensità, l’unità operativa del nosocomio codognese doveva cessare all’inizio dell’anno. E così è stato. Quattro anni fa si mosse anche la politica e l’amministrazione comunale per capire le sorti del reparto di cardiologia a rischio depotenziamento: poi arrivò l’unificazione con medicina ed ora i sei posti letto non ci sono più.

"Noi reputiamo la circostanza una cosa gravissima. Scriverò nei prossimi giorni in Regione per chiedere spiegazioni. Ciò che è stato costruito anni fa ora pian piano non c’è più. Dissolto" ha spiegato ieri Gianfranco Bignamini della sigla sindacale Fsi-Usae. Nel frattempo, entrano nel vivo i lavori di ristrutturazione del piano secondo del nosocomio di viale Marconi che dovrà ospitare il Consultorio Famigliare: dopo che l’Azienda socio sanitaria territoriale di Lodi ha messo sul piatto, un anno fa, oltre 220 mila euro per effettuare l’intervento, all’inizio del mese di gennaio è stata effettuata la consegna dei lavori. Ora, con la richiesta di un subappalto per l’effettuazione di alcuni lavori preliminari, l’intervento è pienamente operativo.