Camairago (Lodi), 18 novembre 2017 - Ha patteggiato 2 anni e 2 mesi di reclusione il 30enne A.B., di Codogno, che il 30 luglio 2016 aveva travolto una quindicina di ciclisti cremaschi e lodigiani lungo la provinciale 27 tra Camairago e Castiglione d’Adda. Era positivo alla cocaina e agli oppiacei il giovane, con studi da infermiere, al volante di una Ypsilon 10, che si era allontanato lasciando a terra otto feriti. L’imputato è stato il primo al Tribunale di Lodi a essere sottoposto con le aggravanti specifiche della legge sull’omicidio stradale entrate in vigore il 25 marzo 2016. Al processo davanti al gup di Lodi nessuno dei ciclisti coinvolti si è costituito parte civile. Per la Procura di Lodi, che aveva ricostruito la dinamica, l’auto aveva sbandato, era forse scesa dal ciglio della strada e aveva colpito il primo ciclista della fila a un gomito. L’automobilista era scappato, facendo perdere le proprie tracce.

Nelle ore successive all’incidente, il giovane non era rientrato a casa ed era irreperibile. Il 30enne aveva dormito all’addiaccio dopo aver abbandonato l’auto tra Villanterio e Gerenzago: poi aveva raggiunto Castelsangiovanni domenica dove era stato rintracciato mentre chiedeva soldi in giro. Dopo essere stato fermato, il giovane aveva acconsentito al prelievo del sangue. I carabinieri di Piacenza avevano proceduto con il fermo. Tra i feriti, uno dei ciclisti aveva dovuto subire un delicato intervento chirurgico alla spina dorsale. L’uomo, un quarantenne che era anche un maratoneta amatoriale, in seguito all’impatto era stato sbalzato in aria ed era poi violentemente ricaduto al suolo.