Legnano (Milano), 4 luglio 2017 - - Dimissioni irrevocabili del segretario di circolo Alberto Dell'Acqua e del presidente dell'assemblea, Paolo Roberti, che verranno confermate nel prossimo appuntamento del partito, fissato per giovedì: quando perdi elezioni amministrative che, all'apertura delle danze, quasi tutti davano per vinte, il confronto che segue non potrà mai essere sereno fino in fondo e infatti, anche all'interno del Partito democratico di Legnano, così è stato. Ieri sera in via Bramante, sede del Pd legnanese, l'analisi di quanto successo nell'ultima tornata elettorale lascerà sicuramente qualche strascico e, a quanto riferito dai presenti, il confronto è stato certo franco, ma non indolore. La relazione su quanto successo è toccata, come normale, proprio al segretario del Pd locale, Alberto Dell'Acqua. Dell'Acqua si è assunto tutte le responsabilità della scelta del candidato (tra le altre cose Alberto Centinaio non era presente ieri in via Bramante, ma pare abbia già avuto un incontro con il segretario): Dell'Acqua ha ribadito ancora ieri la bontà di una scelta che, evidentemente, rifarebbe, ma nella sua analisi non ha dimenticato di elencare anche possibili concause che, nello scenario nazionale, possono aver contribuito a determinare la sconfitta nella città del Carroccio.

Dopo essersi assunto tutte le responsabilità, dunque, Dell'Acqua ha anche deciso di mantenere una linea coerente e ha poi concluso il suo intervento annunciando (seguito poco dopo dal presidente dell'assemblea, Paolo Roberti) le sue dimissioni, che verranno ratificate in occasione dell'incontro del Pd fissato per giovedì sera, dando poi il via alle procedure interne al partito. A quanto pare l'analisi di Dell'Acqua e la scelta coerente di dimettersi sono state sottolineate dall'applauso dell'assemblea: numerosi gli interventi a sostegno del segretario, mentre sono cadute nel vuoto le richieste della stesse assemblea di analizzare non solo la responsabilità del Pd nella sconfitta elettorale (si parla comunque del primo partito in città), ma anche quelle della coalizione e di liste che hanno avuto un ruolo importante nel governo della città poi bocciato dagli elettori.

La parola d'ordine, infatti, era quella di non guardare fuori da casa propria e così è stato nel corso della serata. Nel contesto dell'assemblea e degli interventi che si sono susseguiti, anche qualche voce dissonante di chi, come si dice in questi casi, prova a chiudere il recinto quando "i buoi sono ormai scappati" intravedendo un errore nella candidatura del sindaco uscente. Un processo troppo facile da istruire quando ormai i risultati sono stati certificati e che avrebbe avuto ben altra valenza mesi fa. Intanto le solite fonti ben informate parlano di un sindaco uscente certo poco contento dell'atteggiamento di molti "vicini" che, colmi di entusiasmo quando il profumo della vittoria era percepibile, hanno contrapposto un preoccupante silenzio nel dopo voto.