Legnano (Milano), 9 agosto 2017 -  Dalla foresta dove i Viet Cong e soldati Usa combatterono la guerra più dura e sanguinosa, spunta una storia che riallaccia i fili di una memoria ormai sepolta nei grovigli della vegetazione. Protagonista, un giovane legnanese che nel 2015 era in vacanza in Vietnam a Khe Sanh, una vecchia base americana nella zona più calda del fronte.

«Un anziano signore, uscendo dalla vegetazione con un metal detector in mano, mi ha venduto per pochi dollari una di quelle targhette che i soldati americani portavano al collo attaccate ad una catenella – spiega Matteo Caldiroli –. Speravo fosse autentica, ma ero quasi sicuro non lo fosse. Poi mi sono arreso. Un giorno, tramite una pagina online, sono riuscito a mettermi in contatto con alcuni veterani che avevano combattuto in Vietnam. Qui ho incontrato Philip, marine ormai in pensione, che ha preso a cuore la mia missione. Insieme abbiamo utilizzato le poche informazioni in nostro possesso per verificare l’autenticità della dog-tag, scoprendone la storia». La targhetta di metallo apparteneva a Charles Lee, nato ad Oxon Hill il 23 aprile 1946 e ucciso nella Quang Tri Province da un mitragliere pesante il 6 marzo 1968. Era caporale nella «Mike Company», 3º battaglione, 3º reggimento. Era un marine ed arrivò in Vietnam il 16 marzo del 1967. A quel punto, la sua ricerca era approdata a un nome e un cognome. Un grado, un reparto militare. Ma trovare qualcuno a cui riconsegnare quel pezzo di storia alla famiglia di un soldato scomparso era tutt’altro che semplice. «Dopolunghi mesi spesi alla ricerca dei membri della sua famiglia, io e Phil siamo riusciti a raggiungere un lontano cugino di Charles – racconta ancora Matteo –. Dopo settimane di silenzio e diffidenza, è riuscito a metterci in contatto con Jackie, sorella minore del giovane Lee, che a 7 anni vide il fratello partire per non tornare mai più».

In questi giorni Matteo si è recato negli States per riconsegnare la piastrina alla sorella del soldato scomparso in Vietnam, davanti al memoriale per i caduti di quella guerra a Washington Dc, per chiudere il cerchio. «Sono fortunato ad essere parte di questa storia e onorato di poter consegnare alla famiglia la cosa più vicina al cuore di Charles durante i suoi ultimi momenti», racconta ancora il giovane legnanese. Charles era stato ucciso in Vietnam insieme ad altri 58mila soldati statunitensi, durante le battaglie nel Sud-Est Asiatico. Il suo «mandato» sarebbe dovuto durare 13 mesi, ma fu ucciso un mese prima del suo ritorno.