Merate (Lecco), 14 luglio 2017 – Era clinicamente morto, non respirava né il suo cuore batteva più. Ma grazie al tempestivo intervento dei sanitari del 118 è come risorto e a distanza di appena un mese dalla “rinascita” è già tornato in sella alla sua bicicletta. E' la storia quasi miracoloso di Vincenzo Vitale, 44 anni di Merate, sposato e con un figlio di 3 anni, impiegato in un ufficio commerciale di un'azienda specializzata nel trattamento delle acque di professione, ma grande sportivo per passione, di corsa e ciclismo in particolare. Nonostante problemi cardiaci che lo hanno portato a dover mettere tre stent alle arterie fra il 2000 e il 2007 lo scorso 13 giugno ha preso parte a una gara podistica vicino a Monza: a un certo punto si è sentito mancare ed è svenuto su una panchina.

E' stato ricoverato all'ospedale San Gerardo di Monza, dove gli è stato inserito un defibrillatore interno e adesso sta sperimentando un innovativo sistema di cura in bicicletta, portato avanti dai ricercatori e dai sanitari degli Istituti di ricovero e cura del Gruppo Iseni di Lonate Pozzolo, provincia di Varese, seguito pedalata per pedalata da un cardiologo anche lui appassionato delle due ruote, cioè il dottor Andrea Macchi, direttore degli Istituti del Gruppo Iseni. “Ora insieme a lui già a 10 giorni dall'impianto del defribillatore, faccio due sedute di ciclismo a settimana, di circa 60 minuti ciascuna, monitorato con un cardiofrequenzimetro: 30, massimo 40 km a volta, e, soprattutto in pianura perché per ora sono vietate la collina e la montagna – spiega il paziente -. L'obiettivo è quello di tornare a una vita normale compreso la possibilità di fare sport”.