Lecco, 10 gennaio 2018 - Ha affrontato tre ladri a viso aperto e praticamente a mani nude, costringendoli alla fuga. Ne ha anche ferito uno, lanciandogli addosso una sorta di accetta per mettere in chiaro che nessuno sarebbe entrato in casa sua. A far scappare gli intrusi a gambe levate è stato l’altro pomeriggio un 30enne di Foppaluera, frazione di Brivio. Il giovane, ben piazzato, stava lavorando al computer nella sua stanza, quando ha sentito degli strani rumori in giardino, si è affacciato alla finestra e ha notato tre sconosciuti. Invece che battere lui in ritirata si è scagliato contro di loro, incurante dell’inferiorità numerica e dell’esplicita minaccia di uno dei tre, che gli ha ringhiato in faccia «Vattene o ti spacco la testa!».

In realtà è stato proprio quest’ultimo a rischiare di finire male, perché il legittimo inquilino, che in quel momento si trovava da solo, ha afferrato la prima cosa a portata di mano, cioè una specie di piccola accetta, e gliel’ha scagliata contro. «Ho creduto di averlo ammazzato, perché è caduto a terra – racconta il briviese -. Invece l’ho colpito ad una spalla con in manico e lui a fatica si è rialzato e infine è corso via con gli altri due complici, scavalcando la recinzione d’un balzo». In strada, ad attendere i tre obbligati ad alzare bandiera bianca, c’erano un quarto complice, con il compito di palo e di autista, che li ha caricati in macchina ed è partito a tutta velocità. «Ho agito d’impulso ed è andata bene. Mi chiedo però cosa sarebbe successo se in casa ci fosse stata mia mamma, o una persona anziana. Gli operatori delle forze dell’ordine devono essere meglio equipaggiati, le leggi devono tutelare loro non i delinquenti. E anche un sistema di videosorveglianza in paese sarebbe d’aiuto».