Lecco, 12 ottobre 2017 - L'imprenditrice Maria Cristina Gilardoni, con l’ex capo del personale dell’azienda, il nipote nonché socio di minoranza e due medici, saranno processati il prossimo 7 febbraio. Il giudice delle udienze preliminari, Paolo Salvatore, ha accolto la richiesta della Procura e rinviato a giudizio l’ex presidente e attualmente socio di maggioranza (detiene il 55% delle azioni) Maria Cristina Gilardoni e Roberto Redaelli, ex direttore del personale, accusati di maltrattamenti e lesioni, mentre il socio di minoranza Andrea Ascani Orsini e i medici aziendali Stefano Marton e Maria Papagianni devono rispondere di lesioni.

Andrea Ascani Orsini chiuderà il conto con la giustizia per violazione delle norme di sicurezza versando 28mila euro. In precedenza era stata stralciata la posizione del consulente esterno Alberto Comi, accusato di aver violato le norme specifiche sulla sua attività e che ha avanzato l’istanza di patteggiamento. I fatti contestati risalgono al periodo tra il febbraio 2013 e il 29 settembre 2016, con l’imprenditrice e il suo braccio destro Roberto Redaelli che inviavano e-mail o telefonavano ai dipendenti a casa in malattia, mettendo in dubbio lo stato di salute. Quindi vessazioni, insulti, ma anche schiaffi, piedi pestati, graffi e addirittura morsi sulle braccia. Sono state raccolte le prove di decine e decine di episodi di mobbing. L’ex presidente della Gilardoni – secondo quanto ricostruito dalla Procura di Lecco - è arrivata a rinfacciare a un lavoratore che chiedeva di usufruire della legge 104: «Non me ne frega un c... che tua madre ha un tumore, organizzati».

L’indagine, coordinata dalla Procura di Lecco e condotta dalla Squadra mobile, è scattata dalle denunce di 54 lavoratori. Nell’udienza di ieri il Pm Silvia Zannini ha ricostruito i diversi episodi certificati dal febbraio 2013 nell’inchiesta partita dalle denunce presentate da «lavoratori devastati psicologicamente», come vennero definiti dagli inquirenti della Squadra Mobile di Lecco. Le parti civili sono 32, tra questi 30 lavoratori, Fiom-Cgil e Fim Cisl e la stessa azienda, rappresentate dagli avvocati Maria Grazia Corti, Stefano Pelizzari, Roberto Tropenscovino e Luigi Giordano, hanno chiesto il giudice associandosi alla Procura. I difensori dei cinque imputati invocato il «nuovo luogo a procedere». Il 7 febbraio 2018 inizierà il processo davanti al giudice Nora Lisa Passoni per maltrattamernti in fabbrica alla Gilardoni. È il secondo caso a livello nazionale.