Esino Lario (Lecco), 13 febbraio 2018 – La Sp 65 di Esino Lario tra il bivio del Cainallo e Parlasco è chiusa ormai da due mesi, da quando il 13 dicembre scorso una frana si è abbattuta sulla provinciale a Perledo. Per riaprire la strada e evitare altri smottamenti da Villa Locatelli hanno stanciato 130mila euro. I soldi serviranno per realizzare un muro in calcestruzzo di sostegno ancorato in più punti con tiranti e per bloccare una grossa roccia di circa 300 metri cubi che incombe sulla carreggiata. Verranno inoltre ripristinate le reti di contenimento paramassi divelte dallo smottamento. I tecnici dell'Amministrazione provinciale hanno già avviato le procedure per affidare l'intervento.

“Abbiamo ritenuto doveroso intervenire tempestivamente per ristabilire prima possibile la percorribilità del collegamento interrotto dal 13 dicembre scorso - commenta il consigliere delegato ai Lavori pubblici e Viabilità Mauro Galbusera -. L’intervento di consolidamento della parete rocciosa sarà particolarmente complesso, ma grazie alla capacità dei nostri tecnici è stato possibile trovare in tempi brevi una soluzione che risolverà in maniera definitiva la criticità, garantendo sicurezza agli automobilisti ora costretti a lunghi percorsi alternativi. Nel frattempo abbiamo chiesto lo stesso a Regione Lombardia di finanziare l'opera, visto che, in base all’accordo firmato nel luglio scorso a Varenna, questa strada è stata trasferita alla Regione. Se il finanziamento di questo intervento dovesse rimanere a totale carico del bilancio provinciale, andrebbe a prosciugare quasi interamente le nostre risorse a disposizione.

“Ho accolto molto positivamente la notizia della realizzazione del progetto ed esprimo la massima soddisfazione per come è stata gestita tutta la vicenda insieme ai vari attori coinvolti - ringrazia il sindaco di Esino Lario Pietro Pensa -. L'Amministrazione provinciale di Lecco ha saputo provvedere in tempi brevi a individuare la problematica e a trovare una soluzione risolutiva definitiva, dimostrando volontà e capacità nel reperire le risorse necessarie e dare seguito alle procedure di progettazione e di appalto dei lavori. I disagi per gli utenti della strada ci sono stati, ma fare meglio di così credo sia impossibile, tenendo conto anche delle condizioni metereologiche che hanno condizionato le verifiche tecniche necessarie subito dopo il crollo della roccia”.