Barzago, 10 settembre 2017 - Massacrati a martellate in testa. L’altra notte a Barzago qualcuno ha ammazzato tre cani a colpi di mazza. Chi sia stato e perché non si sa, se ne stanno occupando i carabinieri. Si presume si tratti di una sorta di vendetta tra doppiette, perché le bestiole uccise erano tre ottimi segugi da lepri e appartenevano a un cacciatore sportivo. I cani si chiamavano Brina, Salva, perché alla nascita sembrava fosse morta, e Bea, uno splendido e raro segugio dell’Appennino, tutte femmine tra i 6 e i 7 anni d’età. È stato il proprietario a trovarle ieri mattina all’alba riverse in una pozza di sangue, all’interno del recinto dove li allevava, in via Costa d’Oro, vicino al cimitero. «Dovevamo andare a fare un giro per farle correre – racconta disperato e in lacrime Luigi Maggioni, 63 anni, titolare di un’azienda florovivaistica, all’interno della quale custodiva i cani -. Solitamente mi aspettano perché hanno voglia di muoversi, stranamente però quando mi sono avvicinati non le ho sentite. Credevo che si fossero rintanate nelle cucce per la pioggia, invece erano tutte morte, sdraiate a terra una in fila all’altra. È stato tremendo, erano come di famiglia, mancava loro solo la parola per considerarle umani». Inizialmente si è ipotizzato che gli animali fossero stati uccisi a colpi di pistola, in base agli accertamenti tuttavia è emerso che sono stati uccisi a mazzate sul cranio, uno di seguito all’altro, con una brutalità e insieme una freddezza agghiaccianti. I primi a essere informati dell’accaduto sono stati Sandro Lavelli, guardia venatoria della Lega abolizione della caccia provinciale e Mario Riva dell’Arcicaccia lecchese.

«Ammazzare così delle povere creature è davvero inumano», commenta quest’ultimo. Secondo i due, sebbene manchino riscontri, i segugi sarebbero stati trucidati per gelosia perché molto bravi e veloci nel rincorrere le prede. Sul posto sono intervenuti i militari di Cremella e i veterinari dell’Ats che hanno sequestrato le carcasse su ordine del magistrato di turno per sottoporle ad autopsia. Su quanto accaduto è stata avviata un’indagine, gli operatori del 112 hanno acquisito le immagine di alcune telecamere che potrebbero aver immortalato il colpevole in fuga.

I cani non davano fastidio a nessuno, nei paraggi non ci sono abitazioni, né qualcuno si è mai lamentato della loro presenza, per questo si esclude che siano stati uccisi da qualche residente o vicino. Neppure si ipotizza che il responsabile del gesto di crudeltà sia un ladro, non ne avrebbe avuto bisogno e non sono stati riscontrati segni che possano lasciar pensare a un tentativo di intrusione. L’ipotesi più plausibile pare dunque essere proprio quella di una barbara uccisione da parte di qualcuno che non accettava che quei segugi rincorressero le lepri meglio di qualunque altro cane.