Montichiari (Brescia), 22 novembre 2016 - Green Hill, il contestato allevamento di beagle destinati alla sperimentazione e chiuso dalla magistratura nell'estate 2012, è stato messo in vendita dalla Marshall. La multinazionale americana ha interrotto gli investimenti in Italia "a causa del recepimento restrittivo della direttiva europea sulla sperimentazione animale - si legge in una nota -. La sofferta decisione dell’azienda di vendere è dovuta alle limitazioni che, seguendo la spinta animalista, sono state introdotte con il decreto legislativo 26/2014 all’utilizzo degli animali per scopi scientifici rispetto a quanto viene disposto dalla direttiva 2010/63/EU, al punto che la Comunità Europea ha avviato una procedura di infrazione contro il nostro Paese". "Marshall, costretta a sospendere l’allevamento e a lasciare a casa i dipendenti di Green Hill, dopo questo recepimento restrittivo ha atteso pazientemente oltre due anni che l’Italia si allineasse alla normativa europea - continua la nota - cosa che non è avvenuta. Un paradosso che penalizza tutto il mondo della ricerca biomedica made in Italy che per validare i propri studi sono obbligati ad utilizzare gli animali che però non possono essere allevati in Italia".