Lomazzo (Como), 11 gennaio 2017 - Vagava a bordo strada, spaventato. e solo. Chiuso nei ricordi lasciati in Siria ma soprattutto con il cuore appesantito dalla paura. Impossibile non vedere quel ragazzino cresciuto troppo in fretta sulla Pedemontana, nel tratto che attraversa il territorio di Lomazzo. Tante le segnalazioni degli automobilisti in transito arrivate al centralino della Polizia stradale. «C’è un bambino che cammina sulla Pedemontana», dicevano più o meno tutte. Una, due, tre, decine e decine le chiamate arrivate. Quel bambino c’era davvero. Il ragazzino di quindici anni è stato identificato dagli agenti, con l’aiuto di un interprete, e ha raccontato la sua storia. È un giovane siriano al quale i genitori hanno pagato il viaggio della speranza per fuggire dalla guerra e per mettersi in salvo.

L’Italia per lui era solo un’autostrada che lo avrebbe portato in Germania, paese che avrebbe voluto raggiungere nel più breve tempo possibile. Sporco, stanco, ha viaggiato nascosto in uno scatolone all’interno di un camion. Un autotrasportatore che l’ha visto e pur consapevole dei rischi che avrebbe corso se l’avessero scoperto l’ha caricato e l’ha portato in Italia. A Lomazzo però, è finito il suo primo viaggio ma poi l’ha fatto scendere e se n’è andato. Gli ha lasciato nel taschino venti euro per riuscire a sopravvivere. Con l’aiuto della Caritas il ragazzino si è potuto lavare e cambiare. Ha mangiato.

È stato anche ospitato in una comunità della zona. Con la dolcezza che solo i ragazzini sanno avere ha ringraziato e salutato. Nella sua lingua ha fatto sapere che sarebbe andato a fare due passi. Ma in cuor suo sapeva che non sarebbe più rientrato. E così è stato. Probabilmente è diretto in Germania, dove forse c’è ad attenderlo qualcuno.