Fenegrò (Como), 13 gennaio 2018 - È un giallo la scomparsa di Michela Santoro e della figlia ventenne, sparite nel nulla da così tanto tempo che neppure i vicini riescono a ricordare quando le hanno viste l’ultima volta. Un vero e proprio mistero ancor più inspiegabile perché la villetta in cui le due donne abitavano si trova in pieno centro paese, a due passi dal municipio, dalla farmacia e dal supermercato. Eppure nessuno sa dare una spiegazione a quel che può essere accaduto in via XXV Aprile dove l’unica testimone muta è quella villetta dove tutto, all’apparenza, è stato lasciato come se dovessero rientrare da un momento all’altro. Ci sono due auto ancora parcheggiate all’interno del garage e una terza utilitaria ferma sul viale d’ingresso, anche quella molto probabilmente di proprietà della donna che esercitava la professione di commercialista e aveva lo studio all’interno della sua abitazione.

All’esterno c’è ancora la targhetta con il suo nome, appena sotto il campanello e la cassetta delle lettere che nessuno svuota da tempo. Il portalettere deve aver suonato inutilmente per mesi o addirittura per anni cercando di recapitare quelle raccomandate che nessuno ritirava. Poco distante dall’ingresso, nel giardino, c’è una cuccia vuota e si intravedono giochi probabilmente appartenuti a qualche bambino. Sicuramente non della figlia della signora Michela, anche lei scomparsa con la madre, che oggi dovrebbe avere quasi vent’anni. Sul retro c’è una grande siepe incolta che ha involontariamente squarciato il velo sul mistero della famiglia scomparsa. «Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni dai vicini di casa - ricorda il sindaco, Claudio Canobbio - che si lamentavano perché le erbacce entravano nei loro giardini. Da un mese e mezzo i nostri vigili hanno provato a contattare i proprietari, ma senza alcun risultato, così nei giorni scorsi insieme ai carabinieri hanno compiuto un sopralluogo». All’interno della casa chiusa a chiave c’erano i letti perfettamente in ordine, i vestiti negli armadi e il cibo nel frigorifero che però è andato a male. 

Probabilmente vigili e carabinieri non sono stati i primi a entrare, sul retro qualcuno si era già introdotto forzando le persiane e rompendo le finestre, per fare razzia degli oggetti preziosi. Nella taverna sono state trovati anche diverse armi da taglio, grossi coltelli e machete poi repertati. «Quella casa abbandonata in pieno centro paese rappresenta un problema - prosegue il sindaco - ma quello che più ci preme è capire che fine hanno fatto le due donne che vivano lì dentro». Una donna riservata Michela Santoro, che in pochi in paese ricordano. Anche della figlia si sa poco o nulla. L’unica certezza è che in municipio non è mai arrivata nessuna richiesta di cambio di residenza, tanto che adesso in Comune stanno controllando negli archivi per capire se qualcuno dei proprietari di quella villetta, che risulta intestata a più proprietari, ha provveduto a pagare le imposte. «Di sicuro quello che è emerso dal sopralluogo delle forze dell’ordine non ci fa stare tranquilli – conclude il sindaco – Non si può sparire nel nulla lasciando la propria casa con tutte le cose dentro».