Milano, 22 giugno 2017 - Ci sono un primo e un secondo tempo, come succedeva una volta al cinema, ora più raramente, nell’ampio programma della quinta edizione del Lake Como Film Festival, manifestazione dell’estate di “quel ramo” in una città impegnata a promuovere immagine culturale e turistica: «Dedicato come sempre al connubio tra cinema e paesaggio nella cornice di Como e del suo lago - dicono gli organizzatori - tra documentari, fiction, video di ricerca e cortometraggi, il festival è incentrato sul fascino di luoghi reali e virtuali, dove le suggestioni naturali e culturali del territorio e di Paesi lontani sono stimoli non solo per gli appassionati di cinema».

Primo tempo, allora da domenica al 6 luglio all’ex Monastero di Sant’Abbondio. Titolo: Longscape. Si tratta del concorso internazionale lungometraggi (giuria e premio): sette film ancora inediti in Italia con affinità elettive nella centralità del paesaggio, e si viaggia tra il Canada (“Two lovers and bear”) e lo Sri Lanka (“Burning Bears”), il Marocco (“Mimosas”) e la Polonia di Angneszka Holland (“Spoor”), con il thriller di montagna presentato a febbraio a Berlino. L’evento speciale è italiano, il “Sicilian Ghost Story” che, apprezzato alla Quinzaine di Cannes, approda a Como accompagnato dai registi Fabio Grassadonia e Antonio Piazza (il 25).

Sta ancora nel primo tempo, ma scavalla nel secondo, la sezione “Notti di viaggio in città”, con i film più spettacolari, per esempio “The Odissey” di Jérôme Salle, un biografico sul grande documentarista Jacques Cousteau, il doc prodotto da Di Caprio “Before the Flood” di Fisher Stevens, sull’emergenza climatica, e una bella sorpresa di fine stagione, pur già in sala, “Aspettando il Re” di Tom Tykwer, dal romanzo di Dave Eggers, con un memorabile Tom Hanks tra le sabbie e i grattacieli d’Arabia. Secondo tempo dal 10 al 16 luglio.

E qui il festival entra nello specifico di territorio, nelle intenzioni un approfondimento tra uomo e paesaggio in differenti forme di “visioni”. Titolo inequivocabile: Lungo la Riva. «Toccando pittura, animazione, fotografia e naturalmente il cinema - dicono gli organizzatori - è un percorso di contaminazioni estetiche con i luoghi che via via vengono attraversati nelle opere, seguendo la Riva di Villa Olmo, dall’hangar dell’Aero Club ai giardini di Villa Gallia, alle serre, ai giardini di Villa del Grumello e Villa Sucota, in collaborazione con il Corso di Arte visiva della Fondazione Ratti».

Tra gli altri appuntamenti fa macchia, nelle stesse date del secondo tempo, una sorta di cinema sul campo: Albese con Cassano, Cernobbio, Gravedona, Nesso, Carate Urio, Lezzeno e Zelbio ospitano per una settimana sette troupe che parteciperanno al concorso cortometraggi Filmlakers. I brevi vengono poi presentati alla serata finale del festival a Cernobbio (il 16 luglio).