Brescia, 6 settembre 2016 - Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita a BresciaMattarella è stato accolto dal sindaco della città, Emilio Del Bono. Presente anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Con loro il presidente dell'Associazione Familiari delle Vittime della Strage di Piazza della Loggia, Manlio Milani. Mattarella, che è stato accolto da applausi, è stato poi a Palazzo di giustizia di Brescia, luogo prescelto per l'intitolazione di un busto a Mino Martinazzoli, che fu ministro della Giustizia e avvocato. Poi, un incontro con gli amministratori pubblici al Teatro Grande e la visita ai luoghi simbolo della città, tra cui il complesso museale di S.Giulia. All'incontro hanno marcato visita i 23 sindaci della Lega Nord eletti in provincia di Brescia per protestare contro la linea dettata dal presidente sulla crisi migratoria. La giornata bresciana del presidente è finita intorno alle 18, quando ha lasciato Concesio dove ha visitato la casa natale di papa Paolo VI per dirigersi all'aeroporto di Ghedi da dove vola a Roma, intorno alle 19.

IN PIAZZA DELLA LOGGIA - Il presidente, dopo aver deposto una corona ai piedi della stele che ricorda le vittime della Strage di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974, si è soffermato con i cittadini presenti, ad alcuni dei quali ha stretto la mano. "Brescia è un originale impasto di culture, che sono state motore di sviluppo e di civiltà. Il suo grande potenziale umano, economico, sociale, ne fa un centro nevralgico della Regione e del Paese - ha sottolineato il Presidente  - è una capitale industriale d'Italia", una realtà "protagonista della sfida cruciale dell'innovazione e della crescita del lavoro, della conoscenza e della qualità, dell'ammodernamento del modello sociale, condizione indispensabile per una sua efficace promozione". 

IL RICORDO DI MARTINAZZOLI - "Vorrei esprimere l'apprezzamento per la decisione di collocare in questa importante sede di giustizia un busto dedicato a Mino Martinazzoli, ministro della Giustizia della metà degli anni '80 e dedicare al suo nome l'aula della corte d'Assise" ha detto il presidente della Repubblica nel corso della cerimonia. "È un modo - prosegue - di ricordare l'impegno e la passione da lui spiegati nella guida del ministero della Giustizia, un impegno che nasceva da una visione lucida e profonda del ruolo della giustizia e dei suoi problemi. Il pensiero va alle sue pagine sulla 'storia di una colonna infame' che aiutano il lettore a rendersi conto che la giustizia va affermata e realizzata nella sostanza delle sue decisioni, ma anche negli strumenti con cui viene applicata. E quelle pagine forse sono all'origine del suo impegno per la riforma del codice di procedura penale".

"Va ricordato, tra i tanti impulsi da lui impressi, quello sulla condizione carceraria e il sostegno coerente all'approvazione della legge Guzzini - ha detto Mattarella -. Va rammentato il suo sostegno per la realizzazione del maxiprocesso di Palermo del 1986. Quell'evento ha inciso sull'impulso efficace della lotta contro la mafia, con un forte carattere innovativo. Quel processo, voluto da Giovanni Falcone, è stato reso possibile anche, e in larga misura, per l'impegno dell'allora ministro della Giustizia, Mino Martinazzoli. Ed è servito ad aprire una pagina nuova nella lotta contro la mafia e a ribadire la prevalenza dello Stato contro il crimine organizzato". 

SINDACI LEGA - All'incontro erano assenti i sindaci della Lega perche' in disaccordo con le politiche di accoglienza dei migranti. Una scelta, quella dei rappresentanti del Carroccio, comunicata da giorni, in aperta polemica con l'invito del Presidente a "costruire ponti" e a non chiudere le porte dell'accoglienza ai richiedenti asilo. In sala era presente solo il sindaco leghista di Coccaglio, Franco Claretti, ma in veste di dipendente e senza dunque la fascia tricolore.

APPELLO ALLA COESIONE - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato come "la coesione per il nostro Paese è decisiva per affrontare i problemi e le difficoltà che si prospettano". Come esempio virtuoso di coesione il capo dello Stato ha citato la reazione degli italiani, e in particolare dei sindaci, in occasione del recente terremoto dell'Italia centrale. "Ciò che unisce è molto più importante di ciò che divide", ha osservato Mattarella.

MARONI - "Mino Martinazzoli non ha mai rinunciato alle sue radici bresciane e alle sue origini popolari" ha ricordato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, che proprio nel "popolarismo" di Martinazzoli ha identificato un motivo di ammirazione anche per chi, come lui, si è definito un "fiero avversario" del politico Dc, intellettuale e avvocato bresciano scomparso 5 anni fa. "Il messaggio politico di Martinazzoli non passerà mai di moda - ha aggiunto - perché Martinazzoli non seguiva le mode del momento". 

DEL BONO - "Non possiamo nascondere che le sfide dell'oggi - ha detto il sindaco Del Bono nel corso del suo intervento, parlando della crisi economica che colpisce le fasce più deboli della popolazione - ci vedono impegnati con crescente difficoltà, per una preoccupante mancanza di mezzi e di risorse, nella partita della coesione della comunità e della piena fiducia nelle istituzioni". Brescia è una città, ha aggiunto il primo cittadino, "che ha dimostrato di saper accogliere, tra le prime nel rapporto residenti ed immigrati in Italia, ma che ha, oggi, una fisiologica necessità di tempi più lunghi per una serena integrazione, purtroppo non garantiti dalla crepa che si è aperta nella storia e aggravati da una non sempre adeguata risposta".

APPLAUSI PER IL PRESIDENTE - Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo aver finito il suo intervento al Teatro Grande di Brescia, dove ha incontrato gli amministratori pubblici e ha ricordato la figura dell'ultimo segretario della Dc Mino Martinazzoli, ha preferito raggiungere a piedi, e non a bordo dell'auto presidenziale, il ristorante scelto per il pranzo. Ad accompagnarlo nella sua breve passeggiata per il centro di Brescia c'erano, tra gli altri, il sindaco della città, Emilio Del Bono e il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. I cittadini bresciani lo hanno accolto con numerosi applausi e il presidente ha stretto la mano alle persone che si sono avvicinate.

CONCESIO - A Concesio Mattarella ha visitato la casa natale di Papa Paolo VI, l'istituto 'centro studi' che porta il nome del pontefice, e ha incontrato alcuni discendenti e le autorita'. Il capo dello Stato ha voluto inserire nella sua agenda, di questa giornata dedicata alle commemorazioni per Mino Martinazzoli a Brescia, anche un pomeriggio in alcuni luoghi simbolici, come l'Irccs Fatebenefratelli specializzato nella riabilitazione psichiatrica e della malattia di Alzheimer, e infine Concesio, sede del Centro studi intitolato al pontefice e che ospita anche una collezione di opere d'arte contemporanea. Intorno alle 19, riparte per Roma dall'aeroporto di Ghedi.

(ha collaborato Gabriele Moroni)