ROSELLA FORMENTI
Cultura e Spettacoli

Gallarate si candida a diventare capitale italiana dell’arte contemporanea nel 2026

La “corsa” è sostenuta dalla Regione e dal MA*GA, museo specializzato fra i più importanti d’Italia

Il MA*GA, museo di arte contemporanea di Gallarate: nel tondo, il sindaco Andrea Cassani

Gallarate, 26 giugno 2024 – Gallarate si candida a Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026. Facendo propria e valorizzando una tradizione di attenzione alle arti visive che affonda le proprie radici nel secondo dopoguerra, la città lancia la propria candidatura forte del supporto di Regione Lombardia e della collaborazione scientifica del Museo MA*GA, uno dei più rilevanti musei d’arte contemporanea italiani.

Le motivazioni

Il progetto, dal titolo “La Cultura del Fare. Il Fare della Cultura” nasce dall’idea di dare voce a una città a forte vocazione industriale che a partire dalla seconda metà del XX secolo ha iniziato a investire in modo continuativo, strutturato e determinato sull’arte contemporanea trasformando così il tessuto urbano e l’identità storica della città.

Il progetto valorizza così un’identità concreta che, da oltre settant’anni, ha fatto dell’arte contemporanea un motore di identità, crescita e innovazione per la città e il territorio intero.

I promotori

“Abbiamo deciso convintamente di candidare Gallarate a diventare nel 2026 la prima capitale italiana dell’Arte Contemporanea – afferma il sindaco Andrea Cassani, al quale spetta la presentazione della candidatura – perché, senza presunzione ma con estremo realismo, riteniamo che una città come la nostra possa essere davvero considerata un esempio di ricchezza culturale e artistica. Questa candidatura la dobbiamo ai tanti industriali della nostra città che, dallo scorso secolo, hanno in modo lungimirante prodotto ricchezza ma investito risorse importanti sulla cultura, sull’arte moderna e contemporanea, creando quella che è un motivo d’orgoglio non solo per i nostri concittadini ma per tutta la nostra regione”.

Prosegue il sindaco: "In Italia sappiamo bene di essere molto fortunati, dato che vi sono molte città che godono certamente di un patrimonio artistico, culturale e architettonico superiore al nostro ma, a livello di arte contemporanea, non ci sentiamo inferiori a nessuno. E il fatto stesso che Regione Lombardia, tra tutte le città e il patrimonio artistico su cui può contare, scelga di sostenere e promuovere la nostra città è sintomatico della credibilità della nostra candidatura”.

Il patrimonio

È ampio il panorama di punti qualificanti della candidatura. Sottolinea ancora Cassani: “Grazie all’operosità dei tanti imprenditori che hanno investito sulla cultura del fare, facendo cultura in città abbiamo due musei, quattro teatri, due biblioteche e un conservatorio statizzato (uno dei pochi in Italia in una città non capoluogo), segno evidente che le arti sono sempre state una peculiarità che ha contraddistinto la nostra città”.

Noi, chiosa il primo cittadino, “stiamo già proseguendo nel solco di chi ci ha preceduto, investendo sulla formazione, sull’educazione e sulla cultura e riteniamo che il fatto di ottenere questo riconoscimento, nel 2026, anno in cui tra l’altro vi saranno le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina di cui l’aeroporto di Malpensa, nostro partner, sarà la porta principale per i tanti turisti e addetti ai lavori che arriveranno, porterà un indubbio beneficio a noi e a tutta l’Italia mostrando che non serve essere una grande città per fare grande cultura”.