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3 giu 2022

Varese, le cure per i pazienti? Sulla chat di Telegram

La sperimentazione in tempi di pandemia fra i medici dell’Asst Sette Laghi si consolida, e coinvolge Medicina Generale e Pronto Soccorso

3 giu 2022
lorenzo crespi
Cronaca
I medici di Asst Sette Laghi entusiasti di Telegram: "Funziona piuttosto bene"
I medici di Asst Sette Laghi entusiasti di Telegram: "Funziona piuttosto bene"
I medici di Asst Sette Laghi entusiasti di Telegram: "Funziona piuttosto bene"
I medici di Asst Sette Laghi entusiasti di Telegram: "Funziona piuttosto bene"

Varese, 4 giugno 2022 -  Anche una chat su un’app di messaggistica può aiutare a migliorare il servizio offerto ai pazienti: è questa l’idea alla base della novità annunciata da Asst Sette Laghi, che vede protagonisti i medici di Pronto Soccorso e quelli di Medicina Generale. La dialettica tra loro del resto è uno dei fattori chiave per il buon funzionamento del servizio sanitario. Lo sanno bene soprattutto i medici urgentisti, e quelli in servizio in Pronto Soccorso a Varese non fanno eccezione. È stato proprio grazie a due di loro, la dottoressa Barbara Secco e la dottoressa Angela Lazzarini, che è nata un’iniziativa che mira a rendere più fluida e rodata la collaborazione. "Si tratta di uno strumento molto semplice, per la verità - commentano le specialiste in Medicina d’Urgenza - una chat Telegram, a cui si aderisce su base volontaria e tramite un link di invito, aperta ai Medici di Medicina Generale che afferiscono al bacino d’utenza del nostro Pronto Soccorso e ai Medici di Pronto Soccorso stessi. Serve per avvisare il nostro servizio dell’arrivo di pazienti dal territorio, su invio dei curanti, e per avere informazioni sugli esiti degli accertamenti clinici da noi eseguiti". Per garantire la privacy la regola è che si presentano i casi in forma anonima. Per approfondire la conversazione tra il Medico di Pronto Soccorso e quello di Medicina Generale continua poi in via riservata.

Diventa così uno strumento continuativo quello che era nato come sperimentazione nel periodo del Covid. "Abbiamo avviato questo strumento durante la pandemia e lo abbiamo mantenuto - spiegano le promotrici - funziona piuttosto bene, col limite che nessuno è obbligato ad aderire. Soprattutto, è una bella esperienza di collaborazione e ‘allena’ le nostre due realtà a confrontarsi, a conoscersi meglio reciprocamente, a capirsi e quindi a fare squadra".

 

 

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