Il palazzo colpito dalla frana. Un anno dopo aprono i cantieri

Dal 5 gennaio 2023 ventisei famiglie sfollate non sono più potute rientrare nei propri appartamenti

Il palazzo colpito dalla frana. Un anno dopo aprono i cantieri

Il palazzo colpito dalla frana. Un anno dopo aprono i cantieri

Si avvicina il momento del rientro a casa per le circa cinquanta persone residenti nei due condomini di Creva. Passi avanti importanti per il complesso iter amministrativo verso la messa in sicurezza del versante situato alle spalle degli edifici. Un anno fa, il 5 gennaio del 2023, si verificava un’importante frana con il distacco di circa 2000 metri cubi di materiale roccioso. Subito si rendeva necessaria l’evacuazione dei residenti del condominio più vicino allo smottamento, a cui seguiva nei giorni successivi il medesimo provvedimento anche per la palazzina attigua. Da allora sono costretti a vivere lontano da casa 26 nuclei familiari, che hanno trovato ospitalità presso parenti o in altre abitazioni, nell’attesa di poter tornare nel proprio appartamento. Un passaggio che si fa ora più vicino e che dovrebbe diventare realtà nel prossimo mese di maggio.

Ai primi interventi di somma urgenza eseguiti nel 2023 seguiranno infatti nei prossimi mesi i lavori per la mitigazione del rischio da caduta massi, con un importo complessivo di 682mila euro. Il progetto definitivo ed esecutivo è stato approvato negli ultimi giorni del 2023 e il Comune di Luino ha avviato una procedura negoziata per l’assegnazione dei lavori di messa in sicurezza. Sono 82 gli operatori economici interessati, individuati tramite un avviso di manifestazione di interesse pubblicato in precedenza.

Per il 17 gennaio è stata fissata la scadenza per la presentazione delle offerte, con l’apertura delle buste che seguirà il giorno successivo. I tempi per l’assegnazione saranno brevi: l’obiettivo è quello di poter dare il via ai lavori già a inizio febbraio. Per la messa in sicurezza della frana di Creva la Regione Lombardia ha stanziato negli scorsi mesi 640mila euro. Fondi che saranno utilizzati per lo svuotamento del vallo e per la nuova rete di protezione in sostituzione dell’attuale che è parzialmente sfondata. La frana del gennaio 2023 non era stata la prima nell’area: già ad aprile del 2022 un movimento franoso aveva reso necessaria l’evacuazione di alcune famiglie, durata però in quel caso solo tre giorni.