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22 feb 2022

Finti invalidi, 7 indagati. Nei guai due medici

La Finanza scoperchia un sistema di tangenti per falsificare i certificati, redatti senza visitare i pazienti. Coinvolti 39 beneficiari

rosella formenti
Cronaca

di Rosella Formenti Falsi invalidi a Varese, una maxi truffa da 1 milione di euro al centro dell’inchiesta della guardia di finanza di Varese, coinvolte 39 persone. I finanzieri del comando provinciale varesino hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini emanato dalla Procura di Varese nei confronti di sette persone indagate a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione e truffa ai danni dello Stato, finalizzata a consentire la fruizione a 32 soggetti dei benefici economici, fiscali e previdenziali derivanti dal falso riconoscimento di una invalidità civile eo di un handicap. Le indagini, avviate a gennaio 2019, hanno portato alla scoperta di un’associazione dedita a un collaudato sistema corruttivo per fornire false certificazioni di invalidità. In particolare è emerso che, a fronte del pagamento di una somma variabile tra i 5mila e 8mila euro per ciascun paziente, l’organizzazione era in grado di fornire un servizio completo: c’era chi assisteva il paziente nella presentazione della domanda di invalidità, chi lo metteva in contatto con gli specialistici compiacenti e chi lo accompagnava di fronte alle Commissioni valutatrici. Un sistema che funzionava senza intoppi. Al richiedente venivano poi consegnati certificati medici alterati, nei quali erano segnalate situazioni talmente invalidanti da avere gravi ripercussioni sulla vita lavorativa, sociale e relazionale. Gli stessi certificati, redatti senza visitare il paziente, venivano esibiti alla commissione valutatrice dell’Ats e, in caso di revisione, a quella dell’Inps, andando di fatto a condizionare, inevitabilmente, il giudizio espresso. Per quanto riguarda l’Inps, gli inquirenti hanno riscontrato che due medici convenzionati, accusati di far parte dell’associazione criminale, procedevano autonomamente a istituire, solo sulla carta, false commissioni Inps di valutazione, senza che gli altri componenti, spesso loro colleghi, ne fossero al corrente. In seguito, riportando gli esiti di malattie e menomazioni permanenti o croniche inventate, avviavano telematicamente la procedura volta a garantire al soggetto richiedente i benefici ...

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