Leonardo Cazzaniga
Leonardo Cazzaniga

Busto Arsizio (Varese), 8 giugno 2019 - Cinque quesiti. Una perizia “super partes” che la Corte d’Assise di Busto Arsizio ha affidato a tre esperti per tentare di approdare alla difficile verità sull’operato di Leonardo Cazzaniga, ex aiuto primario del pronto soccorso del presidio ospedaliero di Saronno. L’immagine iniziale di un Dottor Morte, che eliminava i pazienti con farmaci in sovradosaggio, con il trascorrere delle udienze è stata progressivamente contrastata (a questo punto si direbbe anche bilanciata) da quella di un medico che, spinto da laica generosità, alleviava le sofferenze di malati ormai condannati. Il processo si gioca tutto su questi due interrogativi. Visti gli esiti antitetici delle consulenze di parte, i giudici dell’Assise hanno deciso una perizia “terza”. Entrano in scena Roberto Moroni Grandini, direttore dell’hospice Cascina Brandezzata della Fondazione Policlinico di Milano, esperto in medicina palliativa; Giuseppe Bacis, direttore del Centro antiveleni dell’ospedale Papa Giovani XXIII di Bergamo; Roberto Malcontenti, direttore della scuola di specializzazione in medicina legale di Genova.

I quesiti dell'incarico. Primo. Quali sono state le cause delle morti di undici pazienti ospedalieri. Secondo. Se la prescrizione e la somministrazione di farmaci a ciascuno da parte di Cazzaniga sia «da ritenersi corretta» quanto a tempi e modalità: una formulazione ampia nella quale entrerà la domanda se i ricoverati versassero in condizioni di sofferenza tali da richiedere una sedazione palliativa. Terzo. Se ciascuna delle morti sia una conseguenza diretta della somministrazione o se questa abbia accelerato l’esito letale. Quarto. Quale sarebbe stato, secondo i periti, il «corretto approccio terapeutico» e quale sarebbe stato il decorso per il paziente «qualora attuato». Quinto. Se i quattro medici imputati di omessa denuncia e favoreggiamento personale di Cazzaniga fossero nelle condizioni di valutarne la condotta terapeutica per i decessi dei pazienti Lattuada, Isgrò, Lauria, Vergani. Le undici morti da esaminare sono quelle di Pier Francesco Leone Ferrazzi, Luigia Lattuada, Mario Volontè, Angelo Lauria, Federico Mascazzini, Pietro Oliva, Antonietta Balzarotti, Giacomo Borghi, Antonino Isgrò, Giuseppe Pancrazio Vergani, Virginia Moneta. Inizierà i suoi lavori l’8 luglio, con un termine di 90 giorni, per ripresentarsi in aula il 21 ottobre. La procura ha nominato come consulenti Primo Froldi, tossicologo dell’università di Macerata, e Ezio Vincenti, medico legale di Padova. Ennio Buffoli e Andrea Pezzangora, difensori di Cazzaniga, hanno confermato Furio Zucco e Antonella Piga e si sono riservati la nomina di un tossicologo.