Un medico al lavoro al Del Ponte
Un medico al lavoro al Del Ponte

Varese, 12 gennaio 2019 - L'ospedale Del Ponte avrà la sua prima Banca del latte umano donato. Ad annunciarlo è il professor Massimo Agosti, direttore della Terapia intensiva neonatale e del dipartimento della donna e del bambino dell’Asst Sette Laghi: «Il progetto nasce dalla necessità di migliorare gli aspetti nutrizionali del neonato ricoverato in terapia intensiva, sostenendone la crescita durante la fase del ricovero e riducendo gli eventi avversi a breve e lungo termine. Inoltre, costituirà un ulteriore elemento per la promozione dell’allattamento al seno, tema che vede la nostra azienda particolarmente impegnata». Gli effetti benefici della “banca del latte” non saranno infatti destinati a rimanere limitati al polo ospedaliero cittadino, che renderà disponibile l’utilizzo del latte anche per i piccoli ricoverati negli altri reparti pediatrici dell’area territoriale dell’Insubria.

I lavori edili e le apparecchiature necessarie alla realizzazione del progetto sono stati finanziati sia dall’Asst sia donazione dell’importo di 127mila euro della fondazione “Mon Soleil” di Lugano, che si è incaricata dell’acquisto della strumentazione, tra cui il pastorizzatore, i congelatori e i refrigeratori. L’introduzione della struttura sarà effettiva nella prossima primavera, non appena saranno ultimati i cantieri per il Padiglione Leonardo, che sarà così destinato ad ospitare al quarto piano il nuovo servizio offerto dal nosocomio. La promozione delle “banca” è riconosciuta anche dal ministero della Salute, che con la conferenza Stato-Regioni del 5 dicembre 2013 ha stabilito le linee guida per la loro organizzazione e gestione. L’utilizzo del latte umano per l’alimentazione dei neonati può svolgere un ruolo importante nella prevenzione di gravi malattie come l’enterocolite necrotizzante, la sepsi e la displasia broncopolmonare. Ad oggi in Italia sono presenti 32 banche del latte umano, di cui sei in Lombardia (una a Bergamo, Brescia, Lecco e tre a Milano), ma ci sono ancora regioni come Valle d’Aosta, Liguria, Sardegna, Molise e Basilicata, che ne sono prive.

I principali destinatari del latte donato saranno i bimbi nati prematuramente, per i quali si parla di più di 250 casi ogni anno solo al Del Ponte. «Questi piccoli tendono infatti a essere più esposti a un ritardo nello sviluppo e nella funzione dei vari organi e apparati - spiega il professor Agosti - L’aumentata sopravvivenza dei neonati ricoverati nelle unità di terapia intensiva neonatale ha aperto nuove questioni, fra le quali, particolarmente importante, il tema di un’adeguata nutrizione, che costituisce uno dei principali fattori condizionanti non solo lo stato di salute a breve termine, ma anche la prognosi di crescita fisica e neurologica a distanza».