Busto Arsizio (Varese), 13 luglio 2020 - Il Gico del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Milano ha arrestato oggi cinque persone, tra cui il consigliere comunale di Busto Arsizio Paolo Efrem,  nell'ambito di un'inchiesta del pm di Milano Silvia Bonardi su infiltrazioni della 'ndrangheta nel settore dei rifiuti.

Il consigliere comunale della lista 'Busto Grande', 39 anni, è finito in carcere per emissione di false fatture con l'aggravante dell'agevolazione delle cosche. L'ordinanza del gip Sara Cipolla riguarda anche il capo del clan di Legnano-Lonate Pozzolo, Vincenzo Rispoli che avrebbe organizzato la campagna elettorale di Efrem. Secondo l'impianto accusatorio Efrem, entrato in Consiglio comunale nel 2018, avrebbe emesso false fatture per 100mila euro attraverso la sua società Efrem Trade. I fondi neri così creati, stando alle indagini del Gico del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano, sarebbero serviti per pagare "spese di viaggio e di soggiorno" al Nord dei familiari di Silvio Farao, presunto boss della 'ndrangheta detenuto al 41bis. Sempre secondo l'inchiesta Efrem, eletto con una lista civica di centrodestra, avrebbe fatto in pratica anche da "autista-prestanome" a Daniele Frustillo, anche lui arrestato oggi con l'aggravante mafiosa e che si sarebbe occupato delle false fatture emesse dalla società del consigliere. Società che, secondo le indagini, sulla carta si doveva occupare di gestione rifiuti ma non aveva le licenze necessarie e che avrebbe prodotto le fatture per operazioni inesistenti utili alla cosca della 'ndrangheta.

 L'ordinanza di custodia in carcere, con al centro i reati di estorsione ed emissione di false fatture con l'aggravante del metodo mafioso, è stata eseguita anche dal Nipaaf dei carabinieri forestali di Milano. In un comunicato, firmato dal procuratore Francesco Greco, si spiega che il consigliere arrestato è risultato «collegato con esponenti» della locale della 'ndrangheta capeggiata da Vincenzo Rispoli, storico esponente della mafia calabrese al Nord e imputato nel processo Krimisa in corso. L'inchiesta è il seguito dell'operazione Feudo della Dda di Milano che nell'ottobre 2019 aveva portato ad 11 arresti per traffico illecito di rifiuti e ad un sequestro di circa 1,5 milioni di euro. La nuova tranche di indagine ha accertato che la società Smr Ecologia srl, che operava prima nel settore dei trasporti e poi in quello dei rifiuti e che gestiva un impianto di trattamento a La Guzza, ha subito per lungo tempo «l'infiltrazione da parte di soggetti legati alla locale di Legnano-Lonate Pozzolo», tra Milano e il Varesotto. L'imprenditore della Smr ha scelto poi di collaborare con gli inquirenti, dopo essere stato arrestato, e ciò ha permesso di «ricostruire il contesto estorsivo». Tra il 2014 e il 2018 l'imprenditore «è stato costretto ad erogare utilità di vario tipo», ossia soldi ma anche «assunzioni di personale» a favore della cosca.