I nuovi abbonamenti tutt’altro che economici stanno suscitando malumore
I nuovi abbonamenti tutt’altro che economici stanno suscitando malumore

San Donato Milanese (Milano), 9 gennaio 2020 - Il 2020 si apre con un salasso per gli automobilisti, pendolari e trasfertisti saranno i più colpiti dai rincari delle strisce blu. I lavoratori che arrivano da fuori città dovranno pagare fino a 600 euro all’anno per parcheggiare nella zona della M3, mentre chi vive a San Donato senza esserne residente dovrà acquistare pass a tariffe quadruplicate, visto che gli abbonamenti passeranno da 60 a 240 euro l’anno. È una situazione sempre più pesante quella del piano sosta cittadino, chiaramente orientato a blindare la città e fare cassa con le auto dei pendolari e di chi usa servizi essenziali come l’ospedale. I rincari della sosta sono scattati dal 2 gennaio, decisi nell’ultima giunta del 2019.

«Le novità introdotte – spiega l’assessore ai Parcheggi e al Piano sosta, Gianfranco Ginelli – hanno lo scopo di migliorare l’impianto generale e istituire un sistema di priorità. A fronte di 18mila veicoli che quotidianamente entrano in città e occupano una risorsa limitata quale è lo spazio stradale, l’amministrazione ha deciso di privilegiare alcune fasce di popolazione, garantendo comunque a ciascuno la possibilità di movimento". I pendolari potranno usufruire di una tariffa sperimentale agevolata, disponibile in triplice formula, al prezzo di 200 a trimestre, 350 per sei mesi o 600 euro per un’intera annualità. Per quanto riguarda i residenti, invece, i correttivi interverranno esclusivamente sulla fase di rilascio o di rinnovo del pass. Ciascun richiedente, infatti, a partire dal nuovo anno potrà avanzare domanda per il rilascio dell’autorizzazione esclusivamente per i veicoli intestati a se stesso. Per i 170 cittadini domiciliati, come i tanti trasfertisti di Eni o delle grosse aziende, si è adottato lo stesso principio in vigore per altri servizi: è stata introdotta una tariffa diversificata rispetto a quella valida per i residenti. L’importo del loro pass, pertanto, sarà di 240 euro annui, frazionabili in semestri".

«L’introduzione delle tariffe agevolate – continua Ginelli – cerca di stabilire un equilibrio tra l’interesse della cittadinanza e quello di quanti si recano in città ogni giorno per lavorare. L’obiettivo di fondo, in ogni caso, resta quello di favorire sul medio-lungo termine l’adozione di buone pratiche sostenibili dal punto di vista ambientale, economico e sociale". Abbonamenti non proprio economici che stanno creando reazioni a catena. "Non si capisce cosa accade per chi ha un’auto aziendale – dicono gli attivisti di Insieme per San Donato – Ha diritto ad un pass con tariffa diversa o, come sembra, non ne ha affatto diritto anche se residente? Chiederemo ancora di apportare i correttivi da noi proposti all’indomani della introduzione del piano sosta ad aprile 2019. Pende ancora senza risposta la nostra richiesta di referendum depositata il 24 settembre 2018".

In una famiglia con due auto di proprietà e i cui titolari hanno solo il domicilio in città, saranno costretti a sborsare 480 euro all’anno, contro i 120 dei residenti. Ma i più penalizzati sono i lavoratori che arrivano da fuori: con bus ridotti all’oss o e che viaggiano stipati oltre la soglia consentita, i pendolari possono scegliere se viaggiare con i mezzi impiegando anche un’ora e mezza per arrivare da Paullo o da Spino, oppure arrivare in auto al terminal della M3 e pagare 50 euro al mese per la sosta. Oltre il danno, la beffa.