Grido dall'allarme di Catia Acquaviva
Grido dall'allarme di Catia Acquaviva

Rozzano (Milano), 15 gennaio 2020 - La riapertura di una strada minaccia l’oasi dello Smeraldino. Protestano i responsabili di Ape Natura che gestiscono il polmone verde. La strada si trova su un terreno privato e sarà riattivata per consentire ai mezzi di Area Sud (raccolta spazzatura) di raggiungere un terreno che diventerà il nuovo deposito in zona Cascina Follazza. Un tragitto abbandonato da anni, oggi ricoperto di vegetazione autoctona e divenuta casa di diverse specie animali. Per verificare l’impatto ambientale, l’amministrazione comunale ha effettuato un sopralluogo con un esperto, un ingegnere ambientale, e con i responsabili dell’oasi. "In questi giorni la riserva è letteralmente circondata da cantieri che disturbano notevolmente la fauna che la abita, tutelata da norme e leggi – spiega Catia Acquaviva (foto), di Ape natura -. Il territorio circostante è sollecitato da continui disturbi, da scavi e mezzi in movimento. Negli anni, solo la vigile attenzione dei volontari ha potuto tamponare i seri disturbi e i potenziali danni nelle aree adiacenti. Per questo, sono necessarie serie azioni di tutela, che si possono mettere in atto solo grazie ad una maggior consapevolezza e convinzione".

L’oasi non è più un parchetto ma un luogo che negli anni ha accresciuto il suo valore ecologico, rappresentato dall’aumento di biodiversità, dimostrato dall’aumento di specie floro-faunistiche, in alcuni casi addirittura rare sul territorio, come la presenza di un tasso, documentata dalle fototrappole installate nell’area. "Nessuno, in tutti questi anni, ha mai creduto che anche Cascina Follazza potesse rientrare nel progetto dell’oasi e diventare un centro di educazione ambientale, nessuno che abbia investito in un importante recupero di una struttura storica sul territorio, esistente dal 1700 - aggiunge Catia Acquaviva - Purtroppo, l’integrazione dell’oasi a questa Cascina mediante un ambizioso ma attualissimo progetto di educazione ambientale a 360 gradi si sta sempre più allontanando perché sono cominciati i nuovi lavori per la destinazione d’uso degli spazi, che non saranno un bel vedere: arriveranno mezzi pesanti e rumorosi". «Abbiamo effettuato un sopralluogo con un esperto del settore – spiega l’assessore Lucia Galeone che ha stoppato i lavori in attesa di avere certezze sull’impatto ambientale – nei prossimi giorni sapremo se ci sono strade alternative percorribili a zero impatto per l’oasi".