Gli investigatori al lavoro
Gli investigatori al lavoro

Pantigliate (Milano), 21 ottobre 2015 - Tabulati delle multe al setaccio, l’Unabomber della Paullese potrebbe avere le ore contate. I carabinieri stanno scavando nelle banche dati della Città Metropolitana alla ricerca dell’identità dell’attentatore che domenica mattina ha fatto esplodere la centralina dell’autovelox di Pantigliate. Un ordigno artigianale piazzato al chilometro 7,300 ha mandato in tilt il sistema di controllo della velocità del tunnel, l’esplosione ha letteralmente sventrato l’impianto.

Le indagini si stanno muovendo ad ampio raggio, ma la prima ipotesi al vaglio degli inquirenti riguarda il movente. Si potrebbe infatti trattare di una vendetta da parte di un automobilista infuriato per le troppe multe ricevute. Ed è per questo che si stanno controllando gli archivi, incrociando i dati in possesso della polizia provinciale con le migliaia di verbali inviati negli ultimi mesi. La rabbia è alta, ci sono automobilisti che avrebbero ricevuto a casa anche una quarantina di multe.

"Un atto vandalico intollerabile - commenta Arianna Censi, consigliera della Città Metropolitana con delega alla Mobilità -, l’autovelox non serve a fare cassa, le multe sono un deterrente per la velocità. I dati dimostrano che dove abbiamo installato le telecamere, nel corso dei mesi le multe sono diminuite perché gli automobilisti hanno imparato a rispettare i limiti. L’obiettivo è arrivare a zero multe, così come sta succedendo sulla Cassanese". Unabomber ha lasciato sul posto un messaggio intimidatorio, minacciando di mettere una bomba in Comune se le multe non si fermeranno.

"L’autovelox verrà sostituito nel più breve tempo possibile - assicura Arianna Censi -: guai a legittimare un atto vandalico così grave, scaricando la responsabilità sulle multe. Il tema non è imporre le sanzioni, ma lavorare sulla prevenzione e l’educazione al codice della strada per rendere le strade più sicure". Velocità folli, soprattutto di notte.

"La maggioranza delle multe - continua Arianna Censi - non vengono prese dai pendolari, ma di notte quando la strada è più libera. Molte auto viaggiano a velocità pazzesche, ci sono vetture che sfrecciano a 180 chilometri orari, mettendo in pericolo la vita di tutti. Mi chiedo che senso abbia correre in quel modo".