Lorenzo Sanua (primo da destra) e la madre Francesca con un amico
Lorenzo Sanua (primo da destra) e la madre Francesca con un amico

Corsico (Milano), 5 febbraio 2017 - La mafia uccide chi sfida la mafia. Oltre duecento le fiaccole che hanno illuminato via di Vittorio, al presidio di Libera. Sono passati ventidue anni. Era buio, cinque e mezza del mattino. Pietro Sanua era fruttivendolo, doveva montare presto la bancarella a Corsico. Era sul furgone insieme al figlio Lorenzo, all’epoca ventenne. Era un sabato, proprio come ieri. Uno sparo, Pierino viene colpito da un fucile a pallettoni. Poi, il silenzio. Quel silenzio che ancora assorda. 

Nessun colpevole, nessun mandante. Nessuna giustizia. Aveva denunciato il racket dell’assegnazione delle postazioni dei venditori di fiori fuori dai cimiteri. Doveva tacere Pietro. Non ha mai smesso di parlare il figlio, che ha continuato la lotta per rendere la giustizia che un uomo onesto merita. La storia semplice di un uomo onesto, come è intitolata la mostra su Sanua, nell’oratorio Sant’Antonio. Qui si è tenuta la messa ieri. Gremita la chiesa. C’erano anche i rappresentanti delle istituzioni locali. 

C’era Silvia Scurati, vicesindaco di Corsico, c’era Luca Durè, primo cittadino di Cisliano. Entrambi i comuni sono finiti nell’occhio del ciclone, attenzionati dalla commissione parlamentare antimafia. Si è parlato di memoria. Di sacrificio, del sudore di Sanua ne ha parlato anche Nando Dalla Chiesa: "Lorenzo, non avrai mai verità giudiziaria. Solo verità storica".

Don Ciro non ha voluto fasce in chiesa e si è detto "deluso, non voglio che una politica che si è dimostrata assente quando è morto padre Bruno si mostri ora. Spesso il prestigio e il partito sono al primo posto, dimenticando il bene comune, quello che Pierino si è sempre impegnato a cercare". Passando davanti a quel palo, dove ha visto il sangue del padre scorrere, di fianco a lui, Lorenzo ha pianto. Parlava, ricordava "l’impegno. La forza. La voglia di fare bene di mio padre". Il nodo in gola. Il silenzio, stava per tornare. Poi, solo applausi.