Londra - Il calcio europeo sempre più sotto choc: a un giorno dall'annuncio della partenza della SuperLeague, già diversi club tra i 12 fondatori stanno già annunciando l'addio, spaventati dalle dure prese di posizioni dei tifosi, oltre a quelle dei Governi, dell'Uefa e delle leghe nazionali che minacciano l'esclusione dai campionati: Chelsea, Manchester City in Inghilterra sono praticamente già fuori, intanto si registrano  le dimissioni del Ceo del Manchester United, Ed Woodward, vicepresidente designato della SuperLeague. Cosa significa? Che i Red Devils sono pronti al passo indietro, proprio come l'Arsenal. Clamorose retromarcie che a questo punto obbligherebbero anche Liverpool e Tottenham, duramente attaccate dai fans - a  defilarsi. In Spagna, i media danno l'Atletico Madrid a un passo dall'addio mentre il Barcellona si nasconde e comunica di affidare la scelta all'assemblea dei soci. In altre parole, il progetto di Florentino Perez, patron del Real Madrid, sarebbe morto in partenza. Una figuraccia indimenticabile e imperdonabile, ma si attendono sviluppi. In Italia, intanto, si resta alla finestra. 

La protesta dei tifosi

A scendere in campo sono ancora una volta i tifosi inglesi che protestano contro la Superlega promossa da dodici trra i più ricchi (e indebitati) club del vecchio continenteTeatro Stamford Bridge, lo stadio londinese del Chelsea (che in serata affronta il Brighton) dove i supporters dei Blues si sono dati appuntamento per dire "no" al calcio dei miliardari. I partecipanti - ormai centinaia, non tutti distanziati né tutti con la mascherina malgrado le residue restrizioni Covid in vigore nel Regno Unito - scandiscono slogan contro "l'avidità" dei club protagonisti del progetto e mostrano cartelli di vario tenore, in un'atmosfera comunque finora pacifica al di là di qualche fumogeno acceso in attesa dell'arrivo del pullman della squadra. 

Fra le scritte esibite, assieme a sciarpe e bandiere con i colori del team del cuore, quelle che recitano: "Siamo tifosi, non clienti", "Vogliamo le nostre fredde notti a Stoke". O ancora: "Il calcio appartiene a noi, non a voi". "Questo non è il club di cui siamo innamorati", hanno scandito inoltre alcuni sostenitori, fra i quali giovani e giovanissimi, ma non solo.

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Non mancano appelli rivolti infine direttamente a Roman Abramovich, patron russo del Chelsea, al grido "Roman, fai la cosa giusta". E la proprietà sarebbe sul punto di abbandonare  il progetto della Superlega: secondo la BBC il club londinese sta preparando la documentazione necessaria per ritirare la sua adesione alla costituzione della controversa competizione. Un'ipotesi a cui sta lavorando anche le dirigenza di Manchester City. In giornata si sono fatti sentire anche i supporters dell'Arsenal, altro club londinese dato in bilico. Una manifestazione analoga si era svolta ieri sera a Leeds, dove l'arrivo ad Elland Road del bus del Liverpool era stato rallentato dalla contestazione dei tifosi della squadra di casa, contrari alla Superlega al pari di gran parte di quelli delle 6 società inglesi più ricche e titolate coinvolte nell'operazione. In serata è arrivata dalla Spagna la notizia che anche l'Atletico Madrid starebbe meditando di fare marcia indietro con la Superlega che a questo punto rischia di fermarsi ancora prima di partire.

Real isolato

Il Real sembra sempre più isolato perché anche il Barcellona ora nicchia. "L'adesione del Barcellona al progetto della Superlega è condizionata all'approvazione dei soci, che saranno chiamati ad esperimersi al riguardo. Lo stabilisce, secondo quanto riferisce l'emittente TV3, una clausola fatta inserire dal presidente 'blaugranà Joan Laporta nel contratto al momento dell'ingresso del Bar‡a nel 'panel' dei dodici club soci del progetto. Così il referendum sulla Superlega sarà oggetto della prossima Assemblea dei soci, che si terrà in data da stabilirsi. Ma Laporta, che ha già avuto il conforto dei legali che ha consultato, è stato chiaro: il Barcellona rimarrà nella Superlega solo se avrà il via libera dei soci, ovvero se prevarrà il Sì nelle votazioni. Altrimenti abbandonerà l'idea di far parte del super torneo".

In Italia

Restano alla finestra Juventus, Inter e Milan, i tre club italiani coinvolti nella Superleague. La Juve con un ruolo da protagonista visto lo stretto rapporto tra Florentino Perez e Andrea Agnelli. Molti loro tifosi, intanto, continuano a esprimere contrarietà anche senza inscenare le proteste in strada cone avvenuto in Inghilterra.