Juan Lebron
Juan Lebron

Milano, 25 febbraio 2021 -  Un fenomeno chiama un altro fenomeno. Da una parte il padel, movimento in rapida espansione. Dall’altro Juan Lebron, 26enne spagnolo che, raccontano le cronache e le gesta sportive (ma soprattutto i molti video presenti in rete, per chi non ha ancora avuto il piacere di vederlo giocare dal vivo), è uno dei massimi esperti dello sport da molti considerato cugino sfigato del tennis: "Lo so, non mi racconta nulla di nuovo – esordisce Lebron, aria rilassata di chi la sa lunga, incontrato ad Assago in occasione della sponsorizzazione con Fisiocrem – ma in Spagna è già il secondo sport più praticato dopo il calcio. Ed in molti paesi è in espansione".

Lebron, è tempo di dare una bella accelerata al padel anche in Italia quindi…
"Dipende da voi. Quello che vedo io è che è un movimento in continua evoluzione, con interessanti opportunità economiche e di comunicazione. E con le Olimpiadi sullo sfondo".

Ma perché una persona dovrebbe giocare a padel? Provi a convincermi…
"Personalmente non vedo l’ora ogni mattina di alzarmi e prendere in mano la mia racchetta. Giocare a padel mi mette di buon umore e mi da una grande soddisfazione. E poi può giocarci chiunque, anche chi non ha mai giocato a tennis o fatto sport".

Sa che in Italia c’è l’idea che sia lo sport dei vip?
"Non sapevo, però ho visto che molti ex calciatori ci giocano. Il motivo è proprio per quello che ho detto prima; in realtà il padel è semplice, bastano degli amici e delle racchette e dopo qualche scambio sei già innamorato. Certo, per competere ai miei livelli serve molta tecnica e pratica (ride, ndr)".

Siamo ad Assago, sede Fisiocrem: lei ha mai giocato a Milano?
"No. Sono stato diverse volte a Roma per alcuni tornei e a settembre al World Padel Tour a Cagliari. Speriamo di avere tempo per essere anche un po’ più turisti".

Però verrà da avversario, visto che comincerà a giocare a Roma giusto?
"Esatto. Ho firmato un contratto con il Club Padel, mi piace l’idea di potermi relazionare con gente nuova, è anche uno stimolo ulteriore per la carriera. Ho sempre pensato di venire a Roma, di poter stare in squadra, di fare la Serie A. Uscire un po’ dal circuito WPT (il circuito mondiale del Padel, il World Padel Tour, ndr)".

Cosa le piace dell’Italia?
"La gente e il cibo soprattutto. Poi io sono spagnolo, siamo molto simili come mentalità. L’Italia è molto bella e vedo un movimento del padel in crescita".

Che cosa sogna per il suo futuro?
"Di giocare ancora tanto a padel. Per uno sportivo, poi, le Olimpiadi sono il massimo. Ecco, se proprio devo sognare, allora sogno una medaglia di quelle importanti all’Olimpiade. Possibilmente del metallo più pregiato".