LUCA MARINONI
Sport

Lo scudetto dell’inclusione. La Leonessa BXC tricolore: "Squadra fuori dal campo»

Il presidente Gulham: "Con noi si crea un legame che abbatte ogni barriera". L’unico cruccio è la mancanza di un impianto: si gioca sempre in trasferta.

Il presidente Gulham: "Con noi si crea un legame che abbatte ogni barriera". L’unico cruccio è la mancanza di un impianto: si gioca sempre in trasferta.

Il presidente Gulham: "Con noi si crea un legame che abbatte ogni barriera". L’unico cruccio è la mancanza di un impianto: si gioca sempre in trasferta.

A Brescia (e non solo) la Leonessa Baseball per Ciechi sta scrivendo pagine di grande significato sociale e culturale e che di fatto vanno ben al di là dell’aspetto sportivo. Un percorso iniziato nel 2018, ma che è cresciuto in modo costante, mescolando tra di loro “ingredienti“ di varia natura, dai prestigiosi risultati conquistati a livello agonistico alla creazione di un’autentica, grande famiglia in grado di intervenire nella vita quotidiana di tante persone, sino al sogno, perdurante, di poter avere un campo dove giocare pure nella città della Leonessa.

Elementi che vengono raccontati dal presidente Sarwar Gulham: "In questi anni abbiamo vinto due scudetti, nel 2020 e lo scorso luglio, e due Coppe Italia, nel 2023 e nel 2024 - dice con un pizzico di orgoglio il numero uno del club - ma posso dire che la cosa che ci rende più orgogliosi è un’altra. In effetti siamo riusciti a coinvolgere giovani, famiglie e tante persone che poi sono diventate amiche nel nostro progetto di inclusione, un cammino che ha creato una “squadra“ fuori dal campo. Una realtà che riesce a migliorare la vita di tutti i giorni di tante persone, creando vincoli di amicizia e di fiducia che rivestono un ruolo molto importante nella quotidianità".

Il massimo dirigente della Leonessa sottolinea un aspetto: "É bello poter constatare come molti nostri giocatori dapprima vengono al campo accompagnati e con grande timidezza. Col passare del tempo, imparano il percorso e arrivano da soli, in piena autonomia, pronti a divertirsi con i loro amici. Questo è il punto fondamentale di tutto per la nostra società. Può capitare che per molti non vedenti sia un serio problema anche il solo uscire di casa. Con noi, invece, si crea un legame che abbatte ogni barriera e consente a tutti di confrontarsi con i propri limiti e di cercare di migliorarli".

Uno spirito che ha affiancato la vita quotidiana di tutti i componenti della Leonessa BXC a quello che accade sul campo di gioco, in partita e durante gli allenamenti: "Nel nostro sport – spiega il presidente Gulham – vigono regole sostanzialmente simili a quelle del baseball per normodotati. Possiamo dire che le uniche differenze riguardano l’utilizzo di una pallina sonorizzata e la possibilità per i nostri atleti di correre lungo il percorso da seguire guidati dalle grida dei tecnici. In questo senso si accresce anche quella fiducia che viene poi trasmessa alla vita di tutti i giorni. I nostri tesserati acquistano sempre maggiore autonomia, ma, nello stesso tempo, crescono anche l’amicizia e la fiducia in chi ci sta intorno".

A livello sportivo la compagine bresciana ha conquistato grandi soddisfazioni e per il futuro conta di rimanere ai vertici: "A fine luglio, quando abbiamo vinto lo scudetto battendo Cagliari – ricorda Sarwar Gulham – c’è stata la piacevole sensazione di provare una grande gioia. Abbiamo visto che i sacrifici e tutto l’impegno di tanti mesi sono stati ripagati nel modo più bello. Vogliamo però continuare a vincere e già a settembre, con l’inizio della Coppa Italia, cercheremo di regalarci nuove soddisfazioni". L’ultima finale è stata la perfetta sintesi dei valori del Baseball per Ciechi: inclusione, passione, resilienza e puro spirito sportivo.

Anche se il sogno più grande per la Leonessa è ben preciso: "Purtroppo – conclude il presidente della compagine cittadina – a Brescia non abbiamo un campo e noi giochiamo tutte le nostre partite in trasferta. Per fortuna a Bergamo siamo riusciti a trovare un campo per gli allenamenti e per questo ringraziamo di cuore chi lo ha reso possibile. Il nostro grande desiderio rimane però quello di avere una struttura a Brescia. Sarebbe importantissimo sia per motivi logistici (legati anche agli spostamenti dei nostri giocatori) che per ragioni economiche. Noi continuiamo a far sentire la nostra voce. Speriamo di venire ascoltati il prima possibile!".

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