Il Brera brilla nel mondo

Il marchio dei milanesi fa volare il Tchumene nella A del Mozambico .

Il Brera brilla nel mondo

Il Brera brilla nel mondo

rMILANO

di Alessandro Stella

Come in un risiko in salsa calcistica. Il Brera Calcio, la cosiddetta “terza squadra di Milano“, conquista il primo traguardo importante all’interno del proprio ampio progetto internazionale in giro per il mondo. Pochi giorni fa il Brera Tchumene, la squadra mozambicana fondata dal club neroverde nel 2023, ha festeggiato l’approdo nel “Mocambola” (la serie A locale). Decisiva la vittoria per 1-0, firmata Julio Carrelo, contro il Desportivo da Matola, nella gara di ritorno (all’andata successo del Brera per 3-1) della finale play-off zona Sud. I ragazzi di mister Rachide hanno chiuso la stagione con una striscia di otto vittorie consecutive tra poule promozione e finali play-off. Il Brera Tchumene è uno dei tre tasselli (oltre al Brera Strumica, dell’ex Inter Goran Pandev, in Macedonia e al Brera Ilch in Mongolia, che inizierà a giocare nel 2024) che, per ora, compone il progetto nel calcio professionistico iniziato nel 2022 e ideato dal presidente neroverde Alessandro Aleotti. Dopo oltre vent’anni passati nel calcio dilettantistico italiano, il Brera è “salito“ nel professionismo mantenendo i valori legati all’inclusione sportiva e alla crescita del settore giovanile.

"Questo risultato ottenuto in Mozambico certifica la bontà di questo nostro innovativo progetto", spiega soddisfatto il presidente del Brera Calcio, Alessandro Aleotti. Il patron neroverde poi entra più nello specifico nella realtà mozambicana: "Come in Macedonia, anche in Africa abbiamo costruito una squadra parecchio giovane, puntando però su ragazzi molto promettenti che hanno già esperienza in nazionale. La promozione era un obiettivo abbastanza dichiarato e lo abbiamo raggiunto al primo tentativo".

Il Brera ritiene da anni che il calcio professionistico italiano non sia l’ambiente giusto per sviluppare i propri ideali, tuttavia la scelta di entrare in realtà dove la cultura calcistica non è così forte può apparire azzardata. Ma Aleotti specifica anche questo aspetto: "Noi abbiamo sempre scelto parti del mondo dove il nostro progetto potesse essere sostenuto a livello di ideali e a livello economico. In Mozambico siamo stati accolti con entusiasmo anche perchè eravamo i primi stranieri ad entrare nel campionato africano. Poi certo questo tipo di idea non può essere improvvisata. Bisogna saper gestire bene tutto".

Adesso Aleotti però culla una speranza più legata al “rapporto“ con Milano: "Mi piacerebbe che i milanesi fossero più coinvolti e attratti dalla nostra realtà. Sui social si può scoprire tanto di noi e se si vuole è possibile guardare in diretta le partite del campionato in Macedonia".

Il presidente neroverde rinnova infine il sostegno alla Fenix Trophy, la Champions League dei dilettanti riconosciuta dall’Uefa e creata nel 2021 proprio dal Brera Calcio: "Noi da quest’anno col passaggio al calcio dei professionisti non partecipiamo più alla competizione, ma il nostro supporto a questo torneo non mancherà mai". Nel 2024 chi vincerà la Fenix Trophy giocherà un’amichevole in Macedonia contro il Brera Strumica.