Milano, 26 ottobre 2018  -

LETTERA

Sono una professoressa delle superiori, sono preoccupata perché un mio alunno ha smesso di frequentare dopo poche settimane. Credo che non veda più i suoi compagni nemmeno al pomeriggio. Come posso aiutare un bravo ragazzo in difficoltà? Silvia, Milano

RISPOSTA

Il docente non deve farsi carico di situazioni che vadano oltre il suo raggio d’azione e le sue responsabilità e competenze. Nel momento in cui si evidenzia una situazione come quella da lei descritta, serve subito fare rete: avvertire i genitori e il consiglio di classe, suggerire interventi di specialisti. È opportuno che chi di dovere faccia indagini. In casi gravi di natura personale, famigliare, psicologica o penale, la responsabilità non è del docente, al quale sono consentiti solo il dispiacere e la solidarietà. Fare gli eroi non serve ed è sbagliato prendere decisioni che spettano ad altri. Se invece il disagio del ragazzo è riconducibile a questioni scolastiche allora l’insegnante può intervenire. In primo luogo sulla motivazione trasferendo il valore dell’opportunità che è l’istruzione. Compito del docente è rendere i giovani consapevoli che la scuola è un mezzo, il fine è la formazione, la conoscenza, la maturità. Secondariamente, facendo capire che lo studio è un privilegio perché è condizione abilitante per diventare adulti essendo quanto più possibile artefici del proprio destino, guidando consapevolmente le proprie scelte di vita. Inoltre occorre fare una considerazione di carattere professionale: oggi più che mai, forse più che nelle generazioni precedenti, senza un titolo di studio il curriculum che la generazione di studenti di oggi redigerà per trovare un lavoro sarà inconsistente e insignificante rispetto a quelli cinesi, indiani e americani e di tanti altri Paesi che hanno investito sulla formazione. Infine una considerazione tutt’altro che scontata: è opportuno a mio avviso che ogni cittadino italiano, anche i ragazzi, ricordi bene di vivere in un contesto fortunato, senza guerre e carestie, dove il diritto all’istruzione è garantito dalla legge.