Sondrio, 13 marzo 2018 - Tre scuole in provincia di Sondrio hanno minacciato la scorsa settimana di non accogliere in aula cinque bambini le cui famiglie non avevano ancora presentato il certificato vaccinale, ma dopo la diffida dell'associazione Comilva, sezione valtellinese e valchiavennasca, ieri mattina hanno aperto le porte anche ai piccoli non vaccinati. Si tratta, à meglio precisarlo, non di bimbi i cui genitori non intendono adempiere agli obblighi di legge, ma di bambini per cui le famiglie hanno già chiesto, a settembre, un appuntamento al Centro vaccinale per una valutazione individuale e procedere, quindi, alla vaccinazione, ma che ancora non sono stati contattati per portare a termine il processo obbligatorio.

«Nessuno nella nostra associazione è «no vax» - precisa una componente del sodalizio, che professa la libertà vaccinale e supporta le famiglie –. Circa 150 famiglie, come previsto dalla legge, a settembre hanno presentato la richiesta di appuntamento per la vaccinazione. Una richiesta che non scade, come invece l'autocertificazione, e, quindi, coloro che non sono stati ancora chiamati per completare l'iter non possono essere esclusi dalle aule». Nonostante l'associazione e le famiglie, circolari alla mano, abbiano spiegato questo a tutti i dirigenti scolastici della provincia di Sondrio, tre scuole (asili nido e scuole materne, una in Alta Valtellina, una in Bassa Valle e una in Valchiavenna) hanno comunque «minacciato» l'esclusione dei piccoli dalle aule. E' partita così la diffida, e ieri i bambini sono entrati regolarmente a scuola.