“Remulazz“. Un ortaggio come offesa

Emilio Magni racconta l'attesa frustrante di un gruppo di anziani per l'amico Ferdinando, che non si presenta all'appuntamento per organizzare una vacanza. Un membro del gruppo lo definisce "remulazz", termine dialettale che significa incapace. L'autore spiega che "remulazz" in realtà si riferisce a un ortaggio dalle virtù terapeutiche chiamato "ramolaccio".

Magni

altra mattina al “canton di ball“, l’angolò della piazza dove ama raccogliersi un piccola congrega di pensionati per “contarla su“, si attendeva l’amico Ferdinando, detto “Nandin“, il quale aveva avuto l’incarico, accettato con disinvoltura, di andare all’associazioni degli anziani per avere i moduli delle iscrizioni a un breve soggiorno in una località della Liguria: una bella occasione per una vacanza, tutti assieme e a prezzo contenuto. Quindi c’era molta attesa, l’altra mattina lì in piazza tra gli anziani, per conoscere bene i dettagli e le modalità per l’iscrizione alla bella “operazione vacanza“ . “El Nandin“ però non giungeva e nella congrega ha preso a serpeggiare un po’ di malumore. Quando ormai era mezzogiorno e gli amici dovevano rientrare in famiglia per il pranzo, il tanto atteso “Nandin“ non era ancora arrivato. Mentre la piccola comitiva si scioglieva svelta in un’atmosfera di delusione, lapidario è stato il commento del solito Carletto, il quale parla sempre con salace chiarezza estrema: "Quel Nandin lì l’è propri un “remulazz“". Carletto ha tirato qua un termine del dialetto per assegnare al “Nandin“ il titolo di incapace, e stupidotto, uno "che sa di poco". “Remulazz“ voleva dunque dire questo, quando il termine era in uso nel chiacchierare della gente. “El remulazz“ però in italiano è il "ramolaccio", un ortaggio un tempo molto in uso nella cucina contadina. È una radice della famiglia del ravanello, utilizzato dall’uomo fin dai tempi antichi anche per le sue virtù terapeutiche. Lo chiamavano "l’ortaggio che sconfigge la tosse". Era ottimo anche per altri mali. L’amico “Luis de Melz“ (Luigi di Melzo), grande cultore del dialetto, racconta che “el remulazz“ era anche chiamato “el salam de tèra“, per il suo gusto assai saporito. Per la merenda contadina l’abbinamento era “remulazz e inciod“ - Gli "inciod"? Erano le acciughe salate. L’origine del nome “remulass“ è latina. Viene da “amorgacium“. Qualcuno sostiene che “ramolaccio“ è un dialetto italianizzato.

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