L’ex Falck di Novate Mezzola
L’ex Falck di Novate Mezzola

Novate Mezzola (Sondrio), 8 novembre 2014 - La patria delle famose cave di granito di San Fedelino (i milanesi lo conoscono bene) sta vivendo momenti di grande tensione. Da anni le società minerarie che si sono succedute si sono date da fare per estrarre dalle montagne circostanti il prezioso granito, inviando i diversi blocchi estratti in varie località per la lavorazione e trasformazione. Novate ha già sopportato la presenza, per molti anni, di una fabbrica Falck, non senza problemi di salute per la popolazione che ha pagato a caro prezzo l’attività della stessa, chiusa parecchi anni orsono lasciando a ricordo tonnellate di materiale nocivoPer quest'area la «Novate Mineraria» ha presentato un progetto di recupero della zona per realizzare un «parco minerario». In sostanza l’installazione, su quel terreno, inquinatissimo, ricco di cromo esavalente, di una struttura per la frantumazione del materiale estratto e la realizzazione di elementi prefabbricati (conci) destinati alla costruzione di gallerie.

Ciò potrebbe significare ulteriori problemi d’inquinamento, ipotesi che sgomenta i residenti. L’attuale amministrazione comunale, si è sempre mostrata contraria a qualsiasi insediamento industriale nell’area ex Falck (dichiarandolo anche nel suo programma elettorale) tanto da inserirla nel Pgt 2011 come area verde. E oggi tutto è cambiato. «Perché questa fretta di concludere?», si chiedono gli abitanti. A questa domanda, si è aggiunto un altro aspetto che ha sollevato perplessità tra gli abitanti di Novate: Dario Comini, relatore del progetto e rappresentante della società mineraria, risulta indagato dalla Procura della Repubblica di Milano per presunte irregolarità nei cantieri di Expo 2015. La gente si chiede: «Quale fiducia può ancora essere data alla società mineraria e al suo rappresentante»?