Gli amministratori dei Comuni dell’area riuniti a Villa Ghirlanda
Gli amministratori dei Comuni dell’area riuniti a Villa Ghirlanda

Cinisello Balsamo (Milano), 3 febbraio 2020 -   Quale può essere il ruolo del Nord Milano di fronte alle nuove sfide? Quali azioni per un rilancio organico e soprattutto quale direzione dare riqualificazioni urbane, tra dismissioni e riconversioni? A regalare una vera e propria tabella di marcia ci ha pensato Paolo Mazzoleni, presidente dell’Ordine degli Architetti di Milano, che si è rivolto ai sindaci del territorio durante un convegno sul futuro dell’hinterland che li ha riuniti tutti (o quasi, per indisposizione del sindaco Sesto San Giovanni era assente giustificata) al tavolo di Villa Ghirlanda.

Mazzoleni ha cercato di delineare un “catalogo” per uscire dall’oblio e rigenerare un territorio "che ha un’identità molto forte. Parliamo di una zona costellata di ville, che sono state prima di tutti luoghi di produzione interconnessi, e che hanno avuto un passaggio industriale formidabile. Un passaggio che, oggi, ha lasciato in eredità grandissime aree dismesse. Cosa dovremmo fare per trasformarle?". La prima azione, secondo Mazzoleni, deve essere "liberare suolo". Lo slogan "stop al consumo di suolo" va, quindi, dimenticato. "Ormai non ne abbiamo più da non consumare. L’obiettivo è creare nuovo suolo verde, non consumato". Non per forza, dove c’era un edificio, bisogna ricostruirne uno nuovo con le stesse volumetrie. Secondo, "connettere alle reti, intese come infrastrutture. Oggi il Nord Milano lo fa, ma in modo non governato: ci sono concentramenti casuali dove la rete funziona".

I punti successivi vanno in tandem: "Costruire qualità urbana come obiettivo a lungo termine, proporre modelli sostenibili e accogliere stili di vita diversi". Costruire una città, insomma, multitasking. "Negli anni ’60, in pieno boom edilizio, l’abitante tipo di questa zona era la famiglia appena formata. Il bisogno era tipizzabile con poche eccezioni. Ci sono interi isolati con edifici identici, che hanno appartamenti identici, tutti quadrilocali, perché la domanda era quella e tutte le famiglie si costituivano con l’idea di avere due figli. Oggi è impensabile, quei palazzi resterebbero semi-vuoti – sottolinea Mazzoleni -. Abbiamo una società molto articolata e non c’è una risposta univoca da dare". Significa pensare a ostelli, residence con scelte modulari diverse, "ricordarsi delle famiglie mononucleari e progettare soluzioni anche per chi resta in città a tempo determinato, perché il mercato ci dice questo".

Sullo schermo si proiettano i grattacieli e i grandi sistemi verdi delle città estere. "È possibile qui? Sì, ma il cuore non deve essere la tecnica ma il governo amministrativo perché si tratta di interventi complessi che richiedono coordinamento e impegno profondo e che non hanno feedback elettorali immediati".

In questi giorni di polemiche sullo stop alle auto di ieri a cui i sindaci dell’hinterland non hanno aderito, richiamando Beppe Sala al ruolo di sindaco della Città Metropolitana, Mazzoleni dà una bacchettata generale: il Nord Milano non può bastare a se stesso e deve lavorare insieme al capoluogo. "In questo momento Milano sta vivendo un momento felice per ragioni imperscrutabili, non prive di contraddizioni. I capitali arrivano, insieme a migrazioni interne al Paese. Il Nord Milano è Milano in questo processo? Non del tutto. Sembra il ragazzino all’angolo che si vuol mangiare il suo panino. Se si lascia che Milano bruci questo fuoco da sola, sarà un rapido fuoco di paglia e il Nord Milano non avrà mai i capitali per trasformare le sue aree. La vera grande sfida è stare insieme in questa grande metropoli".