L’inviato Vittorio Brumotti ha mostrato a tutta Italia la vergogna di Sant’Eusebio
L’inviato Vittorio Brumotti ha mostrato a tutta Italia la vergogna di Sant’Eusebio

Cinisello Balsamo (Milano), 4 dicembre 2019 - Che il servizio giornalistico sullo spaccio di droga a Sant’Eusebio, mandato in onda da Striscia La Notizia sarebbe stato una “bomba” era chiaro a tutti fin dalla vigilia. Ma le indiscrezioni e le premesse non sono bastati a rendere meno feroce e imbarazzante la denuncia video raccolta da Vittorio Brumotti, il campione di ciclismo che da parecchi mesi sta “visitando” in sella alla sua bici i luoghi della droga in tutta Italia. Le immagini mostrano un’attività di spaccio a cielo aperto nei cortili dei palazzi Aler del rione di Sant’Eusebio. Quei condomini degli anni ‘60 e ‘70, abitati da oltre 700 famiglie e da tantissimi bambini e ragazzi, si mostrano in tutta la loro vulnerabilità, per altro arcinota. Sono oltre 40 anni che Sant’Eusebio viene citato nelle cronache come «il fortino milanese della droga», ma vedere che un patrimonio pubblico così ragguardevole, perché di proprietà dell’Azienda regionale di edilizia residenziale, sia completamente nelle mani della criminalità ha tutto un altro effetto.

Le telecamere di Mediaset si muovono da un condominio all’altro, nella proprietà delle cosiddette 5 Torri, tra via Da Giussano e via Del Carroccio, nomi purtroppo celebri per la cronaca di anni di arresti. Riprendono spacciatori che non hanno nemmeno bisogno di celare la loro attività. Si soffermano su montagne di rifiuti che denotano, oltre all’incuria di una parte dei residenti, anche le carenze della proprietà pubblica e delle istituzioni. Mostrano un rione ripiombato nell’abisso, dopo aver sperato di uscire dalla morsa della criminalità sia all’inizio degli anni ‘90 (quando l’operazione Sant’Eusebio portò a 54 arresti), sia nel 2003 quando venne avviato il piano di riqualificazione sociale e urbanistica dei caseggiati con decine di milioni di euro di finanziamenti.

Dall’opposizione, i partiti che fino a un anno fa erano al governo della città, attaccano il sindaco leghista Giacomo Ghilardi: «Avevano promesso di garantire la sicurezza. Abbiamo fatto presente da tempo che il problema droga stava tornando pressante a Sant’Eusebio - dice il segretario cittadino del Pd Ivano Ruffa -. Alle interrogazioni dei consiglieri qualcuno rispondeva superficialmente “ah, cosa saranno mai due fuochi d’artificio. Noi abbiamo da organizzare le feste!“. E cosa fanno? Hanno proposto il test antidroga tra i ragazzini delle scuole. Così affrontano il problema? Ma ci stanno prendendo in giro?».

Il sindaco Ghilardi risponde abbassando i toni: «L’arrivo di Vittorio Brumotti al Palazzone di Sant’Eusebio ha rappresentato per noi un ulteriore strumento di denuncia di un fenomeno noto da oltre 30 anni che, con il prezioso lavoro delle gorze dell’Ordine, stiamo cercando di combattere. Fin dall’inizio della legislatura abbiamo messo a punto un piano di lotta concordato con il Prefetto di Milano. Proprio in funzione di questo le forze dell’ordine sono presenti quotidianamente giorno e notte». Si ribaltano i ruoli istituzionali, si modificano i toni delle dichiarazioni. Quel che resta è un quartiere che avrebbe bisogno di una voce unica, non soltanto di denuncia, perché ciò che accade a Sant’Eusebio è molto chiaro, ma anche e soprattutto di intervento. Ghilardi rilancia le azioni del Comune: «È in programma l’installazione di quattro telecamere in punti critici e presto arriverà un nuovo sistema di illuminazione – ribadisce - Tra le prossime azioni la sigla di un Protocollo di Sicurezza con Aler, sgomberi degli abusivi e nuove modalità di assegnazione degli alloggi».