Bambini alle prese con lo sport
Bambini alle prese con lo sport

Cinisello Balsamo (Milano), 14 aprile 2018 - Bimbi che fanno sport senza certificati medici sportivi. Dopo le polemiche contro il provvedimento del Governo che ne ha cancellato in gran parte dei casi l’obbligo, da Cinisello è scattata la crociata per il dietrofront. In nome della prevenzione. Nei giorni scorsi Lia Strani, presidente della polisportiva Asa, associazione che conta quasi 3mila soci sportivi, aveva scritto al Coni chiedendo chiarimenti in merito al decreto interministeriale che da marzo ha abolito l’obbligo della presentazione dei certificati medici per l’attività sportiva di bambini tra 0 e 6 anni. Obiettivo della Strani è quello di continuare a richiedere i certificati alle famiglie, non soltanto per una definizione delle responsabilità in capo alla società sportiva, «ma anche e soprattutto per una corretta educazione alla prevenzione», ha spiegato. «Il certificato medico sportivo è lo strumento che consente di scoprire per tempo molte patologie silenti e malformazioni congenite - spiega la presidente -, cancellarlo tra i bambini più piccoli significa ritardare la loro scoperta e aumentare i pericoli».

Il Coni ha risposto nei giorni scorsi dopo qualche tentennamento, affermando che il decreto è perfettamente operativo, ma che le società sportive che intendono avvalersene devono fare sottoscrivere alle famiglie dei piccoli atleti una dichiarazione per esprimere la volontà di avvalersi del decreto sotto la loro responsabilità. Di fatto il Coni afferma che è il genitore a dover richiedere di essere esentato dalla presentazione del certificato. Ma soprattutto il genitore sottoscrive una dichiarazione nella quale si assume la responsabilità per qualsiasi evento avverso dovesse avvenire. «Il Coni conferma ciò che sospettavo – afferma Lia Strani – il decreto cancella l’obbligatorietà, ma non ci impone di iscrivere i bambini più piccoli alle attività sportive senza certificato. Noi continueremo a chiederlo, convinti che sia più importante la salute dei nostri iscritti, soprattutto se sono poco più che neonati, e che la profilassi medica sia uno strumento di prevenzione formidabile. Lo stesso Coni ci raccomanda di lavorare per diffondere una cultura della prevenzione medica».