Bresso (Milano), 13 maggio 2018 - "Questa è stata e dovrà essere la casa del marchio Iso". Non hanno dubbi i volontari del Comitato Iso Millennium che hanno organizzato il grande raduno internazionale “Bella Iso 2018” proprio dove, per esempio, le “Isetta” sono state prodotte e assemblate. Lo spazio è l’area Iso Rivolta di piazzale della Costituzione: della storica fabbrica sono rimasti solo tre capannoni, con quello centrale diventato una galleria pedonale. In questo weekend, una sessantina di auto e moto sono tornate sotto le volte che le hanno viste nascere a ben 70 anni dalla produzione del primo veicolo. Era il lontano 1948 e le officine si chiamavano ancora “Isothermos”.

Di tempo ne è passato ma il desiderio di aprire, proprio qui, un open space con il nome “Iso” è sempre più forte. Per il momento, sul muro interno del Capannone Sud i giovani writer del progetto “Fabbrica di cultura” hanno dipinto un’Isetta dalla livrea rossa: "Il disegno è di certo ben augurante - dice Roberto Ghezzi, presidente del Comitato Iso Millennium -. Da anni promuoviamo la storia e il mito dell’Iso. Ci stiamo riuscendo e questo raduno ne è una testimonianza. Ci piacerebbe che nel Capannone Sud, dove c’erano gli uffici amministrativi dell’azienda, ci sia uno spazio aperto per permettere a questo mito di vivere per sempre". Nei fatti, se quello Nord diventerà il “polo teatrale” della città, il Capannone Sud è stato “murato” per impedire l’accesso agli abusivi. L’invito a rendere una concreta realtà questo desiderio è rivolto soprattutto al prossimo sindaco: "In questi giorni sono arrivati una settantina di proprietari di modelli Iso da tutto il mondo: vedi Stati Uniti, Svizzera e Germania - continua Ghezzi -. Nel mondo il mito resiste, ma a Bresso manca la Casa della Iso".

Intanto, la leggenda vive soprattutto tra i giovani. Manuel Bordini ha portato a Bresso, da Modena, una Iso Fidia del 1968: "Ho anche una Iso Lele e una Iso Gt - spiega -. È il mio secondo raduno qui a Bresso. Dobbiamo far vivere questo marchio, che non appartiene solo al passato e che affascina tutte le generazioni, come è accaduto a me. Mi sono documentato sulla storia dell’Iso e poi ho deciso di acquistare alcune auto". Infine, Iso significa anche motociclette. A portarne una, direttamente da Brescia, ci ha pensato Maurizio Rumi: si tratta di una “Iso moto” del 1952. "L’aveva acquistata mio papà - racconta Rumi -, era finita in cantina. Nel 2012 proprio per un raduno l’ho, come si dice, riesumata e risistemata a dovere. Ora è perfettamente funzionante. Anche a Brescia, insomma, rifacciamo vivere il marchio Iso".