Una delle proteste contro le vasche di laminazione
Una delle proteste contro le vasche di laminazione

Bresso (Milano), 29 agosto 2020 - "Oggi siamo davanti a una grande sfida. Realizzare davvero il Parco del Seveso lungo un fiume pulito, in sicurezza, bello da vivere. Quello che oggi già c’è nel tratto di Bresso, tanto che i residenti lottano per mantenerlo intatto, va esteso su tutta la direttrice". Parla così Marzio Marzorati, presidente del Parco Nord.

Quindi, la vasca di laminazione può essere un’occasione?
"Il progetto è stato deciso, non dal Parco. Obiettivo deve essere, ora, avere uno sguardo sul lungo termine. Significa preservare le aree e, anzi, aumentarle. Faremo richiesta al Comune di Milano di contribuire alla crescita del patrimonio verde. Programmare pensando ai cambiamenti climatici: un parco come questo, in un contesto sovracomunale così fortemente urbanizzato, è fondamentale. La vasca va accompagnata ad altre misure che oggi sono non più procrastinabili: la pulizia di sponde e letto del fiume, interventi sulle fognature e su come defluisce l’acqua in città, a partire dall’altezza dei cordoli".

I comitati, intanto, guardano al sacrificio di una porzione di parco.
"Nessuno sarebbe contento di vedersi togliere del verde per un’opera idraulica davanti alla propria abitazione. Detto ciò, la vasca ci sarà. E fatto questo assunto dobbiamo essere parsimoniosi sull’uso del suolo ed evitare costi inutili che sarebbero tolti alla salvaguardia del bosco".

Giovedì si è riaperta la trattativa proprio su questi punti, giusto?
"Comuni di Milano e Bresso, MM e Parco hanno ripreso in mano la proposta di mediazione avviata lo scorso anno e mai firmata. È stato un incontro importante: ognuno resta sulla sua posizione, l’Amministrazione di Bresso resta contraria alla vasca e i ricorsi pendenti, ma è ripreso il dialogo su mitigazioni ed espropri: MM era partita con le richieste e ci sarebbero stati costi da sostenere che sarebbero stati tolti alla valorizzazione delle aree".

Cosa altro di positivo da questa prima riunione?
"Alcune aree potrebbero essere stralciate dal cantiere perché non utili al progetto, restando al Parco. Abbiamo chiesto ai tecnici di perimetrale e misurarle. In questo modo pochi alberi sarebbero tagliati e sarebbero salvati soprattutto quelli più grandi. Ci sarà poi un’area temporanea, che servirà solo per il cantiere e che sarà poi ceduta dal Comune di Bresso in comodato al Parco. È un segnale molto importante perché questa zona è vicina alle case e quindi servirà da mitigazione".