Un'area della dimora: scenografia “naturale”
Un'area della dimora: scenografia “naturale”

Lainate (Milano), 20 luglio 2018 - Torna dove tutto è iniziato, nella Sala della musica di Villa Visconti Borromeo Litta, Francesco Vitali, produttore, autore e regista del docu-film che racconta quattro secoli di storia della villa. E dichiara subito il suo amore, "chi conosce questa villa non può non innamorarsene. È quello che è accaduto a me. Il mio primo incontro è avvenuto nel 2002, poi ho approfondito, letto, raccolto testimonianze e ogni volta è stata un’avventura". Torna insieme a chi ha reso possibile il progetto - Claudia Botta docente di progettazione per il costume dell’Accademia Brera di Milano, Giorgio Picozzi in rappresentanza della famiglia Litta, Paola Ferrario, curatore del Museo Il Ninfeo di Villa Litta, Aldo Croci, presidente dell’Associazione Amici di Villa Litta e il sindaco Alberto Landonio - per presentare alla stampa il film documentario “Villa Visconti Borromeo Litta: quattro secoli di storia, un viaggio nel tempo tra delizie, arte e giochi d’acqua”, liberamente tratto dal volume di Alessandro Morandotti “Milano profana nell’età dei Borromeo”.

Un'ora e trenta minuti di pellicola frutto di un’accurata e attenta ricerca di Vitali che ripercorre la storia culturale e artistica di un patrimonio architettonico unico nel suo genere, una storia straordinaria che inizia con Pirro I Visconti Borromeo, sognatore, mecenate e uomo di cultura, che trasforma un "grazioso rudere agricolo" in una "villa di delizia".

"L'idea è stata quella di raccogliere e diffondere la storia di questa villa attraverso un percorso ricco di storia, immagini d’archivio, inediti e con connessioni con alcuni dei più importanti musei del mondo che oggi accolgono alcune delle sculture che furono create per il giardino di delizie", dichiara il regista Vitali. Musiche, ambientazioni, ricostruzioni con l’aiuto della tecnologia e costumi, nella è stato lasciato al caso nel docu-film. Ma nulla è stato semplice. "Non è stato possibile ricostruire in modo fedele tutti gli abiti dei protagonisti, come Pirro I e Maria Anna D’Asburgo, ma è stata interessante la ricerca su quei costumi e su quello che rappresentavano", spiega Claudia Botta.

Villa di delizie - è qui che nei mesi estivi i nobili signori milanesi si recavano per godere di zampilli e giochi d’acqua del Ninfeo, serre e giardini - a partire dagli anni venti del Settecento ha subito importanti trasformazioni grazie alla famiglia Litta che si avvalse di artisti e scultori come Donato e Francesco Carabelli. Alla fine dell’Ottocento l’inizio del declino fino a quando nel 1970 il Comune di Lainate l’acquista pagandola 2,2 milioni di vecchie lire. "Quando venne acquistata era ridotta a rudere, il Ninfeo era ricoperto di erbacce e rovi, le sale del palazzo danneggiate - commenta Landonio - grazie a mecenati pubblici e privati, all’impegno dei volontari di Amici di Villa Litta, il Comune ha avviato un progetto di riqualificazione e oggi questo docu-film mostra a tutti uno splendore che ancora pochi conoscono".