Lo chef Gianni Tota nella sua cucina
Lo chef Gianni Tota nella sua cucina

Rho (Milano), 13 ottobre 2016 - Quarantadue anni, Executive Chef manager di ristoranti e società, conosciuto come lo "chef dei vip", Gianni Tota, da alcuni anni è anche il "personal chef" del Dalai Lama. È lui che cucina per il monaco buddhista quando viene in Italia. Lo abbiamo incontrato al ristorante Major di Milano, dove lavora da alcuni mesi.

Come ha conosciuto il Dalai Lama?

!È stato un caso, quattro anni fa. Premetto che io sono ateo. In quel periodo lavoravo al Boscolo Hotel e Sua Santità soggiornava da loro. Un giorno il Dalai Lama mi ha chiamato a colloquio: mentre raggiungevo la sua camera ho pensato di tutto, che voleva criticare la mia cucina o farmi i complimenti".

E invece, come è andato l’incontro?

"Nella camera c’eravamo io, il Dalai Lama e il suo traduttore. Mi ha raccontato cose sulla mia vita che non sapeva neppure mia mamma. Ero stordito per l’emozione. Quando è finito l’incontro sono andato in direzione e ho chiesto tre mesi di aspettativa".

Perché?

"Quell’incontro mi ha cambiato la vita. In quei mesi sono andato all’Aquila e ho coordinato la cucina nei campi che accoglievano i terremotati. Il Dalai Lama mi ha fatto capire che potevo essere d’aiuto agli altri con il mio lavoro e così ho fatto".

Così è diventato anche lo chef del Dalai Lama?

"Sì, quando viene in Italia è sempre ospite della famiglia Boscolo e io sono l’unico autorizzato a toccare il suo cibo. Ha un consigliere personale e io parlo con lui per decidere cosa mangerà e poi vado con i monaci a fare la spesa".

Quali sono le sue abitudini?

"Si sveglia alle 5 e fa colazione con il tè e due biscotti senza burro. Poi fa meditazione e gli incontri. A mezzogiorno rientra in hotel e mangia un primo o un secondo e della frutta. È molto ghiotto di funghi e in alcune occasioni li ho cucinati con gli straccetti di vitello".

Quindi non è vegetariano come tutti si immaginano?

"Assolutamente no, mangia anche la carne".

Alla sera?

"Quando rientra dagli impegni della giornata, di solito intorno alle 17, beve il tè con i biscotti o con una fettina di torta poi non cena più".

Dunque è goloso?

"Gli piace molto la torta mimosa, che è un dolce italiano. Io gliela preparo con pan di Spagna, ananas e crema chantilly".

Anche questa volta dovrà cucinare per il Dalai Lama?

"La società di ristorazione che gestisce la cucina del Boscolo mi ha contattato proprio nei giorni scorsi dicendomi di stare pronto".

Chef dei vip, del Dalai Lama, ma anche "ambasciatore" in molte iniziative di solidarietà.

"Da anni sono impegnato in molte attività a favore delle persone meno fortunate. Per esempio 18 anni fa mi sono inventato la cena di Natale per i clochard, la prima edizione l’abbiamo fatta al ristorante Romani, l’ultima (l’anno scorso) al Principe di Savoia a Milano".