Il ministro Speranza (Ansa)
Il ministro Speranza (Ansa)

Milano, 18 gennaio 2021 - La resa dei conti per il premier Conte inizierà in Parlamento tra poco. Un passaggio, dopo la crisi aperta da Italia Viva e il ritiro della sua delegazione da parte di Matteo Renzi, che parte oggi alle 12 dall'aula più "amica" per il presidente del Consiglio: la Camera dovrebbe agevolmente assegnare la fiducia, si vedrà se assoluta o relativa, al Governo. Domani l'appuntamento più insidioso, in Senato, dove ballano pocchi ma fondamentali voti: 161 sarebbe un sogno, 158 è il nuovo traguardo indicato dal premier. 

Queste le tappe: alle 12, come detto, Conte svolgerà le comunicazioni, poi il dibattito, la sanificazione dell'aula e alle 17 la replica del premier, infine le dichiarazioni di voto e la fiducia per appello nominale. Domani al Senato Conte si presenterà alle 9,30 per ricevere l'esito del voto di fiducia verso le 20.

Intercettato dai cronisti prima di entrare, a piedi, dall'ingresso posteriore di Palazzo Chigi, il premier ha commentato: "La situazione non è affatto semplice, stiamo parlando di una crisi". A chi gli chiede se sarà ancora a Palazzo Chigi nei prossimi giorni, il presidente del Consiglio replica: "Dipende dai parlamentari". Di cui Conte afferma di fidarsi, spiegando di avere fiducia "nei parlamentari e nel Paese.

E' altamente probabile che il presidente del Consiglio faccia appello alla responsabilità davanti ai problemi gravissimi del Paese, sottolineando lo spirito europeista e antisovranista di questa maggioranza, ammettendo alcuni errori dell'esecutivo, senza toni vendicativi verso Matteo Renzi, un modo per lasciare la porta aperta innanzitutto ai singoli parlamentari di Iv. E poi c'è il ruolo del Quirinale, con Sergio Mattarella che sta a guardare da arbitro imparziale. il capo dello Stato nel weekend passato non ha volutamente avuto contatti con i leader politici. Nessun consiglio, nessun suggerimento, nessuna pressione; se il governo avrà la maggioranza, fosse anche solo relativa, ne prenderà atto. In casi contrario, si aprono diversi scenari e le ipotesi sono diverse: da un nuovo esecutivo con la stessa maggioranza e un nuovo premier (ma Pd, M5s e Leu ora lo escludono), a un governo di larghe intese (equilibrio difficilissimo ma non impossibile) fino a elezioni anticipate (il cosiddetto worst case per il Colle, a maggior ragione nel bel mezzo di una pandemia, ma che nessuno più esclude a priori).

Intanto il dibattito, prima di iniziare in Aula, prosegue fuori dal Parlamento: "Penso che questo Governo abbia saputo fronteggiare sfide importanti: quella dell'epidemia ma anche la battaglia in Europa per il Recovery Fund. Oggi diamo per scontati quei 209 miliardi ma sono stato il frutto di una grande battaglia politica che abbiamo condotto insieme con questo Governo. Penso che questo Governo debba continuare a guidare il paese in un momento così delicato''. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza intervenendo sabato a Stasera Italia Weekend su ReteQuattro.

Per Enrico Letta, in un'intervista all'agenzia Efe, la crisi politica in Italia "mette in pericolo le decisioni straordinarie che l'Ue ha preso nel 2020". Paesi come Spagna e Italia, i maggiori beneficiari di Next Generation Eu "non devono sbagliarsi", devono essere "rapidi ed efficaci nell'uso corretto di queste risorse". Calenda conferma a Radiouno che da parte di Azione non ci sarà nessun soccorso al Governo: "No, che uomo sarei se votassi la fiducia a un governo rispetto al quale sono sempre stato all'opposizione? Non mi appartiene". 

Da Salvini, in onda a Rtl 120.5 arrivano bordate: "Qualcuno pensa di risolvere questa crisi epocale raccattando qualche senatore di notte, la cosa incredibile è che lo dicono pure orgogliosi. Stanno cercando senatori per salvare le poltrone e non l'Italia".