Giuseppe Conte (Ansa)
Giuseppe Conte (Ansa)

Milano, 18 gennaio 2021 - Sta per scoccare l'ora della resa dei conti in Parlamento, dopo l'uscita dal Governo - e dalla maggioranza - di Italia Viva e le conseguenti mosse politiche, dall'interim alle Politiche agricole assunto dal premier Giuseppe Conte alla frenetica ricerca di nuove alleanze per proseguire l'esperienza di Governo. 

Ricerca ancora in corso giorno e notte, con contatti a 360° dentro e fuori dal Parlamento, indiscrezioni e smentite, avvicinamenti e rotture. Ancora ieri il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, aveva ribadito che "se il premier vuole risolviamo tutto in due ore", ma è chiaro che ormai il partito di Matteo Renzi è fuori dalla maggioranza. Almeno fino a oggi e domani, quando sono in programma i passaggi decisivi in Camera e Senato cui Conte chiederà la fiducia. E se a Montecitorio il primo ministro non avrà problemi di numeri, a Palazzo Madama ci sarà la conta decisiva. Questi gli scenari possibili.

Maggioranza relativa

L'ipotesi al momento più probabile. E quella con più incognite. Conte ottiene la maggioranza in Parlamento, ma non quella assoluta fissata a 161 (158 se si escludono i sei senatori a vita). A questo punto il premier dovrebbe scegliere se dimettersi e ottenere un reincarico, in modo da lavorare con più tempo a una nuova maggioranza rispetto ai contatti frenetici di questi giorni, coinvolgendo i cosiddetti 'responsabili' direttamente in incarichi di Governo nel nascituro Conte ter; oppure rimanere in sella con un Governo di maggioranza relativa, reso tecnicamente possibile dalla scelta di Italia Viva di astenersi e non di votare contro. Esiste però una terza possibilità, ovvero che Conte ottenga una maggioranza relativa ma con meno voti rispetto a quelli su cui può contare sulla carta al netto della defezione di Iv (18 senatori). A questo punto il presidente Mattarella potrebbe optare per non affidargli un reincarico, decidendo di puntare su un'altra figura. 

Maggioranza assoluta

Il pressing di Pd, Cinque Stelle, personalità di spicco e, in generale, forze economico-sociali favorevoli alla maggioranza o comunque alla continuità di Governo, sortisce i suoi effetti e Giuseppe Conte raggiunge quota 161. Il Governo supera la crisi in Parlamento, alla luce del sole, vincendo su tutta la linea la sfida con Iv. 

Sfiducia

Non solo Conte non riesce a convincere pezzi di Senato a passare dalla sua parte, ma Italia Viva invece di astenersi vota contro e a quel punto il Governo è sfiduciato. A questo punto gli scenari sarebbero solo due: governo istituzionale o voto ancicipato.