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14 giu 2022

Comuni ballottaggio Lombardia: Monza e Como ma non solo. Duello anche a Sesto / La mappa

Si deciderà domenica 26 giugno la sfida di Monza e Como. Nel capoluogo lariano lotta all'ultimo voto per definire lo sfidante di Minghetti (centrosinistra). A Monza duello tra l'uscente Allevi e Pilotto. Secondo turno anche a Sesto San Giovanni, dove Di Roberto non supera il 48,8%. E torna la sfida con il centrosinistra, rappresentato da Foggetta. Nel Milanese sono 6 i comuni che sceglieranno il sindaco tra due settimane. Si voterà di nuovo anche a Cassano Magnago, Cesano Maderno, Darfo Boario Terme, Crema e Mortara

14 giu 2022

Milano, 14 giugno 2022 - Dopo il verdetto delle urne oggi è tempo di bilanci in Lombardia. Domenica al voto sono andati 127 comuni della regione. Tre i capoluoghi al voto: Monza, Como e Lodi. Solo Lodi però ha scelto il primo cittadino al primo turno (il 25enne Andrea Furegato, rappresentante del centrosinistra), per le altre due città bisognerà attendere domenica 26 giugno, quando avrà luogo il ballottaggio. Secondo turno anche in altri importanti centri della Lombardia: Sesto San Giovanni (Milano), Abbiategrasso, (Milano), Cernusco sul Naviglio (Milano), Magenta (Milano), Melzo (Milano), San Donato Milanese (Milano). In provincia di Monza e Brianza ballottaggio a Monza, come detto, e Cesano Maderno. Nel Varesotto un solo comune al secondo turno, Cassano Magnago. Nel Pavese al voto al secondo turno Mortara. Ballottaggio anche per decidere il sindaco di Crema, in provincia di Cremona. Nel Bresciano si deciderà il 26 giugno il sindaco di Darfo Boario TermeEcco nel dettaglio come è andata al primo turno, chi è in vantaggio e quali sono le sfide in programma tra due settimane, partendo dai due comuni capoluogo. Con il caso di Como, dove il ballottaggio ha contorni ancora incerti.

Elezioni comunali in Lombardia: come è andata
Elezioni comunali in Lombardia: come è andata

 

Monza 

Ballottaggio a Monza tra Allevi e Pilotto
Ballottaggio a Monza tra Allevi e Pilotto

Come si era già capito nella serata di ieri Monza è al ballottaggio. Il sindaco uscente Dario Allevi (sostenuto da FI, Fratelli d’Italia, civica Noi con Dario Allevi e Lega) ha raccolto il 47,12% delle prefrenze mentre il candidato di centrosinistra Paolo Pilotto (Partito democratico, Azione, Italia Viva, MonzAttiva e Solidale, Possibile, LabMonza ed Europa Verde) si è fermato 40,08%, anche se il Pd si conferma il primo partito in città (oltre il 25%). Forza Italia sarà il primo partito della coalizione di centrodestra, seguita da Fratelli d’Italia, Noi con Dario Allevi e infine Lega. E ora inizia il corteggiamento per le alleanze. A cominciare da Paolo Piffer della lista Civicamente: alla sua terza candidatura a sindaco ha raggiunto il 5,78%, (nel 2017 si era fermato al 4,84%) e alla vigilia della campagna elettorale ha espressamente dichiarato di "non escludere alcun apparentamento". Non si sono avvicinati alla soglia del 3% gli altri 6 candidati – Daniela Brambilla (Italexit al 1,87%), Ambrogio Moccia (Movimento Moccia per Monza, 1,99%), Alberto Mariani (Grande Nord al 1,49%), Carlo Chierico (Monza Unita, 0,71%), Sandro Belli (Popolo della famiglia con il 0,56%) e Michele Anastasia (Movimento 3V, 0,41%).

Como

Alessandro Rapinese e Barbara Minghetti
Alessandro Rapinese e Barbara Minghetti

Il centrodestra di Como ricorrerà al Tar per chiedere la sospensione del ballottaggio delle comunali e il riconteggio dei voti del primo turno. Secondo l'esito, non ufficiale, del voto di domenica, il candidato di Lega, FdI e FI, Giordano Molteni, risulterebbe infatti escluso dal secondo turno per circa un centinaio di voti, a favore di Alessandro Rapinese, esponente dell'omonima lista civica. La decisione di ricorrere è stata annunciata in una conferenza stampa da Molteni con i leader locali della coalizione. Il motivo, è stato spiegato, sta nell'alto numero di schede contestate rispetto al vantaggio risicato di Rapinese.

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Sesto San Giovanni

Il centrodestra sperava in una vittoria secca, al primo turno. Invece a Sesto San Giovanni, strappata cinque anni fa al centrosinistra dopo settant’anni, si riparte daccapo. Ballottaggio fra due settimane con l’uscente Roberto Di Stefano, che si è fermato al 48,89%, e Michele Foggetta, il candidato del centrosinistra, con il 38,43%. Si ricomincia dallo zero a zero, quindi. Appena il 49,11% degli elettori ha votato: si sono persi per strada 1.235 sestesi rispetto alle consultazioni del 2017, che già segnarono il minimo storico a Sesto, e addirittura 5.500 voti rispetto alle Europee del 2019. Il voto è stato polarizzato, poiché nessuna delle candidature alternative ha sfondato. Il veterano Paolo Vino, che domenica confessava di puntare «alla doppia cifra» si ferma al 6,27% e il volto nuovo Massimiliano Rosignoli, sostenuto da Azione e Italia Viva, al 2,78%. Eleonora Tempesta di Italexit fa l’1,87% e lo storico e stoico Silvio La Corte, che ha corso da solo con la Coalizione della Sinistra, l’1,76%.

Abbiategrasso

Come cinque anni fa sarà il ballottaggio a decidere il nome del nuovo sindaco della città del Leone. Domenica 26 giugno Cesare Nai, il candidato del centrodestra, sfiderà Alberto Fossati, sostenuto da tre liste del centrosinistra. Il divario tra i due è poco superiore al 7%. Al voto si è recato solo il 47,47% degli aventi diritto, la più bassa percentuale di sempre. Il terzo sfidante, Luigi Tarantola, alla sua seconda avventura da candidato sindaco, ha migliorato di molto il risultato di cinque anni fa fermandosi al 23,26% (era di poco oltre l’8,06% nel 2017). 

Cernusco sul Naviglio

A Cernusco sul Naviglio (Milano) il sindaco Ermanno Zacchetti (Pd) che cercava la riconferma insieme a tre liste si è fermato al 40,55%. A tallonarlo dal centrodestra è l’azzurro Daniele Cassamagnaghi (37,78%). Buona performance anche per i fuoriusciti dalla maggioranza di Vivere Cernusco e il loro aspirante primo cittadino Giordano Marchetti che ha guadagnato voti e arriva terzo con l’11,21%. Quarta, Rita Zecchini con il 10,46% (Sinistra per Cernusco e Città in Comune)

Magenta

Si deciderà domenica 26 giugno anche il sindaco di Magenta (Milano). Luca Del Gobbo potrebbe tornare a indossare la fascia tricolore a Magenta. Il candidato del centrodestra Del Gobbo al primo turno ha incassato il 47,48% dei voti, staccando Enzo Salvaggio di oltre 15 punti (31,22%). Nettamente più indietro Silvia Minardi (che si aggiudica il 17,98% dei voti), Minib Ashfaq (1,99%) e  Francesco Anile (1,33%).

Melzo

A Melzo (Milano) a sfidarsi saranno il sindaco uscente Antonio Fusè della coalizione di Insieme per Melzo, in testa con il 40,83% dei voti, e il suo ex assessore, ora leader dello schieramento di centrodestra «Melzo si rigenera», Franco Guzzetti, al secondo posto con il 33,67. Non agguanta il secondo turno il candidato pd Rocco Martelli, fermo al 19,42, chiude la classifica la candidata del Movimento 5 stelle Federica Casalino, che arriva al 6,08%. All’ombra del borgo Trivulzio un risultato solo in parte prevedibile, in uno scenario, anche qui, di importante astensionismo.

San Donato Milanese

Altro comune del Milanese al ballottaggio è San Donato. Ad affrontarsi al secondo turno saranno Gianfranco Ginelli e Francesco Squeri. Un risultato tutt’altro che scontato, quello della città di Enrico Mattei, dove la vera sorpresa delle amministrative 2022 è stato proprio l’outsider Squeri, imprenditore 63enne sceso in politica per la prima volta, portabandiera di una cordata civica composta da San Donato Futura e SandoLab. Col 33% dei voti, sarà lui a sfidare il 61enne Gianfranco Ginelli, vicesindaco uscente che, sostenuto da un ampio schieramento di partiti e liste civiche tra Pd, Sinistra Italiana, Europa verde, la Civica, Azione e Insieme per San Donato, ha ottenuto il 37,19% dei consensi. Al terzo posto, col 29,81% delle preferenze, Guido Massera, 59 anni, esponente di Fratelli d’Italia appoggiato anche da Forza Italia, Lega e dalla lista Greenland. Sul voto di San Donato potrebbe aver pesato in parte l’astensionismo. Secondo un orientamento generale, anche la città del Sud-Est Milanese ha fatto registrare una percentuale di votanti inferiore rispetto a cinque anni fa: in questa tornata si è espresso il 50,29% degli aventi diritto contro il 53,64% del 2017.

Cesano Maderno

Finale al cardiopalma per l’elezione del nuovo sindaco di Cesano Maderno (Monza e Brianza): una manciata di voti ha separato Gianpiero Bocca, candidato del centrosinistra, da una vittoria al primo turno. Per Bocca sarà ballottaggio contro Luca Bosio. Gianpiero Bocca è saldamente in testa, ma con una decina di voti in più sarebbe stato addirittura sindaco. In percentuale si parla del 49,91% dei consensi tra il 44,88% degli aventi diritto che si presentato alle urne, con una ulteriore riduzione di oltre 8 punti rispetto a cinque anni fa (e almeno questo dato è ufficiale). Gianpiero Bocca è il candidato del centrosinistra compatto che in occasione di questa tornata alla maggioranza uscente formata da Partito Democratico, Vivicesano e Alleanze Civiche, ha aggiunto Passione Civica (già in consiglio ma in minoranza) e Pensiero Indipendente. Netto il distacco accumulato rispetto al secondo classificato, Luca Bosio, che riunisce Fratelli d’Italia e Lega, oltre alla civica Con Bosio per Cesano e Udc e si ferma al 40,12%. Al ballottaggio potrebbe diventare ago della bilancia come prevedibile Michele Santoro, che ha fatto la sua corsa solitaria per Forza Italia, in aperta polemica con il resto del centrodestra e si porta a casa un 10% (9,98% pr la precisione).

Cassano Magnago

Il nuovo sindaco a Cassano Magnago sarà deciso al ballottaggio, la partita finale è una sfida nel centrodestra, tra Pietro Ottaviani candidato della Lista Poliseno e di Fratelli d’Italia e Osvaldo Coghi, appoggiato da Forza Italia e Lega. Non è quindi conclusa la campagna elettorale a Cassano Magnago dove al primo turno ha votato il 49,79% dei cassanesi, con un calo del 5% rispetto a cinque anni fa: nel quinto comune della provincia di Varese, l’unico con oltre 15 mila abitanti tra i dieci andati alle urne domenica 12 giugno, si va dunque ai tempi supplementari per il rinnovo dell’amministrazione locale. All’appuntamento del 12 giugno si sono presentati cinque candidati sindaci, sette i simboli nelle schede, centododici gli aspiranti consiglieri comunali, a caratterizzare questa tornata elettorale la spaccatura della maggioranza di centrodestra uscente, da una parte il presidente del consiglio comunale Pietro Ottaviani, sostenuto dalla lista Poliseno, ispirata dal sindaco uscente Nicola Poliseno (al secondo mandato e pertanto non ricandidabile) e da Fratelli d’Italia, dall’altra invece il vicesindaco Osvaldo Coghi, appoggiato da Forza Italia, e dalla Lega. Gli altri candidati erano Stefania Passiu con la civica di Cassano Futura , per il centrosinistra il segretario del Pd locale e consigliere comunale uscente Tommaso Police con la lista «Tommaso Police sindaco» e Rocco Dabraio, con Progetto Cassano 2032. La sfida al ballottaggio è dunque tutta nel centrodestra, tra ex alleati, da una parte Ottaviani, presidente del consiglio comunale uscente che al primo turno ha ottenuto il 35,61%, seguito da Coghi con il 20,37% delle preferenze, Police con il 18,75%, Dabraio con il 15,92% e Passiu con il 9,35%.

Darfo Baorio Terme

A Darfo Boario Terme (Brescia) si andrà al ballottaggio con in testa una lista civica: quella con candidato Dario Colossi di progetto “Vero per Darfo“ con il 39,26%, seguita da “La Civica Darfo Boario Terme“ e Paola Abondio con il 29,94%. Segue Francesca Benedetti con la sua civica e Fratelli d’Italia.

Crema

Fabio Bergamaschi, candidato del centrosinistra, al 48,77%, e Maurizio Borghetti del centrodestra, al 37,39%: sarà il ballottaggio a decretare il nuovo sindaco di Crema. L'appuntamento bis con le urne è per domenica 26 giugno. Borghetti può consolarsi con il successo della lista che porta il suo nome, con il 14,33% largamente la più votata della coalizione. Urne amare, invece, per i partiti della coalizione: Lega all'8,73%, FdI all'8,86% e Forza Italia ai minimi con il 5,6 e il Movimento 5 Stelle al 4,2%. Il Pd ha fatto la parte del leone confermandosi, con il suo 20,2%, nettamente primo partito della città.

Mortara 

Il 26 giugno ballottaggio per eleggere il sindaco che succederà a Marco Facchinotti. E sarà tutta una questione interna al centro-destra. Con una sorpresa però: a partire in vantaggio non sarà il vice-sindaco uscente Gerry Tarantola, leghista sostenuto da Forza Italia e da una civica, che puntava all'elezione al primo turno ma Ettore Gerosa, sostenuto da Fratelli d'Italia e due civiche che ha ottenuto il 43,45% dei voto contro il 26,53% del suo principale rivale. Il candidato del centro-sinistra Marco Barbieri si è fermato al 20,18% e quelli di Rifondazione Comunista, Giuseppe Abbà, al 9,48%.

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