Pavia, 5 maggio 2018 – Il treno della ripresa è passato dalla Lombardia, ma Pavia lo sta ancora rincorrendo. Con una variazione, tra il 2015 e il 2016, pari all’1%, infatti, Pavia risulta essere la penultima provincia lombarda con risultati peggiori che sono stati registrati solo da Cremona (0,8%). I dati sono stati resi noti ieri durante il Consiglio generale Cisl Pavia-Lodi che si è svolto al collegio Cardano alla presenza della segretaria generale Annamaria Furlan. «Il tessuto imprenditoriale della provincia di Pavia - ha detto il segretario generale - nel 2016, per la prima volta dopo 4 anni ha registrato un saldo positivo e pari a 39 unità e conseguentemente un tasso di crescita lievemente positivo (0,08%). La tendenza del primo semestre del 2017 porta ancora un segno negativo, con un saldo pari a -99 unità e un tasso di crescita pari a -0,21%, che fa scendere la provincia pavese ancora più in basso nella graduatoria nazionale per tasso di crescita delle imprese».

I settori economici più performanti del territorio pavese sono rappresentati dalla sanità e assistenza sociale (variazione 2015-2017 pari a 11,53%), servizi di supporto alle imprese (5,11%), dai servizi di informazione (2,8%), dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (2,59%), e le altre attività di servizi (2,62%) e dall’istruzione (0,58%). «Avendo una risorsa importante come l’Università - ha aggiunto Elena Maga, segretario generale cisl Lodi-Pavia –, appare spontaneo sollecitare gli studenti a puntare su un titolo di studio elevato per essere maggiormente competitivi. Nel 2016 il tasso di disoccupazione nazionale di coloro che detengono un titolo accademico è del 6,7% a fronte dell’11,7% del complesso della popolazione. E ancora più lusinghiero è l’andamento di Pavia che a fronte di un 6,9% complessivo, si ferma al 2,8% per quanto riguarda i più istruiti. Inoltre Pavia si distingue anche per il fatto di avere comunque un livello di disoccupazione dei laureati che oggi è più basso rispetto a quello dell’inizio della crisi».

Ma la provincia con 171.549 giovani è decisamente poco giovane e gli under 35 sembrano essere molto più propensi dei loro coetanei a emigrare in cerca di lavoro. «Nello stesso tempo però - ha proseguito il segretario - Pavia ha una percentuale di imprese giovanili pari al 9,7%, in linea con la media nazionale e superiore a quella regionale». E, secondo la segretaria generale Furlan si dovrebbe investire di più in formazione e in sicurezza. «Ogni anno i morti sul lavoro sono oltre 1000 - ha detto -. I lavoratori hanno il diritto di operare in sicurezza». Guardando poi alla situazione del nostro Paese ha aggiunto: «Come ha chiesto il presidente della Repubblica i partiti devono mostrare responsabilità. È stata una brutta campagna elettorale, ma è alle spalle ora ci vuole un governo che trasformi una ripresa debole in una crescita strutturale».